Tasse, Milano ha vinto: nessuna restituzione della Tari sui box auto

Rimborsi Tari per i proprietari di box auto: la sentenza dà ragione al Comune di Milano

Torniamo indietro di alcuni mesi, ovvero a inizio 2018 dove a Milano si scopre che solo la metà dei box auto era stata denunciata.

Tutto ha inizio quando un contribuente fa ricorso al Comune chiedendo il rimborso dei soldi in più della Tari versati per il box. Nel frattempo, gli uffici dei tributi di Palazzo Marino, dopo aver incrociato i dati della Tari con quelli in loro possesso, si rendono conto che lo stesso contribuente non aveva inserito nella denuncia Tari proprio quel box auto per cui chiedeva il rimborso.

Il contribuente che chiedeva il rimborso non era l’unico: con lui c’erano tantissimi altri, che stando a una circolare del Ministero dell’Economia, dal 2014 al 2017, avrebbero pagato la Tari più del dovuto. Con la circolare del novembre 2017 il Ministero aveva fermato il pagamento della tassa, sostenendo che Palazzo Marino non avesse eseguito i calcoli in modo corretto sui box dei cittadini milanesi.

Il caso della Tari “gonfiata” era venuta alla luce l’anno scorso e aveva coinvolto diversi comuni, tra cui anche Milano. La tassa “si gonfia” quando la quota variabile della tariffa viene fatta pagare più volte, calcolandola non una sola volta sull’abitazione, ma replicandola anche sui box. Lo stesso Mef aveva fornito chiarimenti in merito, ribadendo che la quota variabile “va applicata una sola volta in relazione ad un singolo immobile”.

Il rimborso previsto per i proprietari di box che avevano pagato di più, ammontava a circa 12 milioni di euro all’anno per un totale di circa 50 milioni (considerati gli anni 2014-2017).

E ora, stando alla sentenza di primo grado emessa dalla Commissione tributaria provinciale, il Comune di Milano ha ragione, quindi non deve effettuare restituzioni della Tari sui box auto. La sentenza infatti sostiene che “per gli anni in esame, era dovuta anche per i box di pertinenza la quota variabile, come applicata dal Comune”.

Al momento della pubblicazione della circolare da parte del Ministero dell’Economia e della Finanze, il numero dei milanesi che aveva fatto ricorso ammontava a 5.000. Primo round vinto dal Comune di Milano e nel frattempo il pagamento delle cartelle dei milanesi resta sospeso fino alla sentenza definitiva.

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