Tasse locali, rincorsa senza fine

Dal 2005 al 2010 balzo all’insù delle addizionali comunali. Record a Caltanisetta e a Lecce

Altro che riduzione della pressione fiscale, nel periodo 2005 – 2010 le addizionali regionali e comunali sono aumentate in media del 43%. Un po’ per il ritocco verso l’alto delle stesse, per il resto a causa della Finanziaria 2007 che ha sostituito il sistema della detrazione con le deduzioni, aumentando la base imponibile dei contribuenti.

L’indagine, fatta dal quotidiano Libero, rivela che gli aumenti hanno interessato tutta la Penisola. Su 118 città capoluogo di provincia che il giornale ha preso in considerazione, grazie ai dati del Dipartimento Finanze del ministero dell’Economia, ben 91 hanno visto aumentare sensibilmente la tassazione addizionale Irpef, per ritocco verso l’alto o dell’addizionale regionale o di quella comunale. Una sola, Lodi, ha visto diminuire la pressione fiscale locale dell’1,76% grazie al fatto che non è cambiata l’Irpef della Regione Lombardia e si è invece dimezzata quella comunale (passata da 0,4 a 0,2%). Per 26 città invece la pressione fiscale risulta oggi invariata rispetto al 2005 o perché non è stato effettuato alcun ritocco alle aliquote o perché comune e Regione si sono in qualche modo compensati con impatto zero sulle tasche dei contribuenti.

In nove città capoluogo di provincia la pressione fiscale ha toccato il livello massimo previsto dl 2,2% previsto dalla legge: Benevento, Campobasso, Catania, Cosenza, Imperia, Messina, Novara, Rieti e Siracusa.
Sono quattro le città in cui la pressione fiscale locale si è almeno raddoppiata. Tutte nel Mezzogiorno. Il record è di Caltanissetta (alimento del 122,22%), seguita da Lecce (116,66%), Catania e Ragusa (100%). Ma assai vicina al raddoppio è andata anche una città abruzzese come Pescara (98,88%).

Oltre a queste cinque sono comunque 23 le città in cui la pressione fiscale territoriale è aumentata nel corso dei cinque anni più del 50%. Mentre sono solo quattro le città che hanno optato per un addizionale comunale zero. Tutte al Nord: Brescia, Milano, Trento e Venezia. Per chi abita lì si paga unicamente l’Irpef dovuta secondo scaglione nazionale di reddito e almeno la quota minima stabilita per legge sull’addizionale regionale: 0,90%.

Scontano una pressione fiscale locale sopra il 2% anche senza raggiungere il livello massimo altre 16 città di provincia: Ancona, Ascoli Piceno, Bologna, Caltanissetta, Chieti, Crotone, Fermo, Genova, L’Aquila, La Spezia, Latina, Ragusa, Salerno, Sondrio, Varese e Vibo Valentia.

Tasse locali, rincorsa senza fine