Tasse in ritardo? Novità e punti critici del ravvedimento operoso 2015

I punti critici del ravvedimento operoso dopo le modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2015

Il mancato o l’insufficiente pagamento delle imposte dovute sulla base della dichiarazione dei redditi e dell’IVA, o ancora l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento con l’istituto del ravvedimento operoso. 

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COS’E’ – Il ravvedimento operoso è l’istituto giuridico finalizzato alla regolarizzazione degli errori o illeciti fiscali, regolato dal D.Lgs. 472 del 18 dicembre 1997.
Tramite il ravvedimento operoso il contribuente può spontaneamente regolarizzare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto il tributo non regolarmente pagato, pagando una sanzione stabilita in misura ridotta e gli interessi, calcolati sul tributo non pagato al tasso legale.
L’istituto del ravvedimento operoso può essere utilizzato a condizione che la violazione non sia stata constatata e non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento. (Continua sotto)

COSA CAMBIA – Una grande innovazione nel ravvedimento operoso è stata portata dalla Legge di Stabilità 2015: non ci sono più limiti temporali per ravvedersi di errori in merito ai tributi fintato non sono raggiunti dagli atti di accertamento.
Con il ravvedimento operoso è possibile ridurre le sanzioni da 1/10 a 1/6 del loro ammontare originario in base alla tempistica secondo cui si attiva il ravvedimento.
Anche se l’istituto del ravvedimento operoso è diventato più appetibile per il contribuente facendo in modo che il rapporto tra cittadino e Fisco diventasse più collaborativo (eliminando appunto il limite temporale entro cui poter ricorrere al ravvedimento e ponendo una riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso) il ricorso al ravvedimento non determina la depenalizzazione delle violazioni commesse, quindi nel caso siano previsti accertamenti penali non sembra più tanto conveniente avvalersi del ravvedimento operoso.

LE SANZIONI – Con la modifica apportata all’articolo 13 del D.Lgs. numero 472/1997 si stabilisce come applicare la riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso tra la violazione e il ravvedimento.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/10 se il ravvedimento operoso si opera nel termine di 30 giorni dalla violazione.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/9 se il pagamento si opera nel termine di 90 giorni dalla violazione.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/8 se il ravvedimento si opera entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione o comunque entro un anno dalla violazione.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/7 se il pagamento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo o entro due anni dalla violazione.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/6 se il ravvedimento operoso viene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione o a oltre due anni dall’omesso pagamento.
– Le sanzioni vengono ridotte ad 1/5 se il ravvedimento operoso avviene dopo la constatazione della violazione.

COME COMPILARE IL MODELLO F24 – Il modello di pagamento unificato F24 è diviso in sezioni, in ciascuna delle quali sono presenti i campi che i contribuenti devono compilare. I campi principali sono quelli relativi al contribuente (tutti i dati anagrafici e fiscali), al coobbligato (in caso di pagamenti eseguiti dall’erede, tutore o curatore fallimentare) e ai codici tributi (corrispondenti ai vari tributi da pagare).

COME SI EFFETTUA IL VERSAMENTO – Per il versamento occorre utilizzare il modello di pagamento unificato F24 per tutte le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, per l’Iva, l’Irap e le imposte sugli intrattenimenti.
Gli interessi devono essere indicati nel modello di pagamento F24 utilizzando gli appositi codici tributo. Anche per le sanzioni sono stati previsti appositi codici (che è possibile trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate) da riportare sul medesimo modello di versamento.

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