Tasse, nel 2011 si lavorerà un giorno in più per pagarle

Fino al 23 giugno i redditi sono utilizzati per saldare i conti con il Fisco

La pressione fiscale in Italia è in sensibile aumento. Secondo un’indagine condotta dall’ufficio studi dell’Associazione artigiani di Mestre, quest’anno il tax freedom day tocca il suo record. Mai, dal 1990, era arrivato così in ritardo, il 24 giugno. Cosa significa? Che fino al 23 si lavora per pagare tributi e imposte.

Una crescita della pressione fiscale che da 10 anni non si ferma. Oggi tocca il 47,7% del reddito per un quadro, il 34,5% per un operaio. Nel 1990 il giorno di liberazione cadeva il 7 giugno, nel 1994 il 12, nel 1998 il 17 giugno.
L’aumento delle tasse è dovuto al cosiddetto fiscal drag e cioè alla progressività delle imposte sui redditi. Ovvero la retribuzione è salita, ma nello stesso tempo è aumentata anche l’incidenza dell’Irpef perché gli aumenti sono tassati con un’aliquota più elevata.

E il forte peso delle tasse è sancito anche dallo studio “Paying taxes 2011”, realizzato dalla Banca mondiale, International finance corporation e PricewaterhouseCoopers. Secondo il lavoro, infatti, le imprese oltre che le imposte devono fare fronte a una spesa contributiva record, stimata al 68,6% dei profitti commerciali. Una quota che mette le imprese italiane tra le più vessate al mondo.

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