Tassa rifiuti, aumenti certi. E non sarà accorpata a Imu e Tasi

Lo dice un'indagine di Federconsumatori su 40 città italiane in cui è stata varata la tari 2014

In origine era la Tarsu, poi venne la Tares con la TIA 1 e la TIA2, ora con la IUC si chiama Tari, ed è la tassa sui rifiuti che in parecchie città italiane aumenterà ancora. A rivelarlo è un’inchiesta di Federconsumatori su un campione di 40 città.

GLI AUMENTI – Dalla 7° Indagine nazionale del C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori – sui “Servizi e Tariffe Rifiuti” su un campione di 40 città in cui è stata varata la Tari 2014, è emerso chel’aumento medio nel quadriennio 2010-14 è stato del 19,9%, pari a +45 euro (senza considerare nella Tares la componenti servizi indivisibili). Nel dettaglio l’incremento rilevato è stato del 160% a Reggio Emilia, del 114% a Livorno e del 100,5% Sanluri. Al contrario risultano invece in calo gli importi a Cremona (-14%), a Verbania (-13%) e Caserta (-11%). Confrontando i dati relativi alla Tari 2014 e alla Tares 2013  (senza considerare la componente servizi indivisibili) emerge un aumento medio dello 0,69% a fronte di un’inflazione tendenziale del +0,1% (dato nazionale Istat a luglio 2014).

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LA RIAPERTURA DEI TERMINI – Si torna nel frattempo a parlare della possibilità di riapertura dei termini per l’approvazione del regolamento Tari da parte di quei Comuni che non hanno provveduto entro il 30 settembre scorso. Come ha annunciato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ci sarà una riapertura dei termini, presumibilmente con un decreto legge da far confluire nella legge di stabilità 2015. Una soluzione tampone, sulla falsariga di ciò che è avvenuto con la Tasi: nei Comuni che non hanno approvato le delibere entro maggio o entro settembre, infatti, si prevede il versamento del saldo in un’unica soluzione entro il 16 dicembre, applicando l’aliquota di base prevista per legge all’1 per mille.

LE MODALITA’ – A pagare la Tari sono tutti i soggetti che possiedono o detengono, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il calcolo Tari è effettuato in base a tariffa commisurata ad anno solare coincidente con un’autonoma obbligazione tributaria. La tariffa sui rifiuti fa riferimento alla superficie dei locali e delle aree oggetto della tassa ed è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. La superficie delle unità immobiliari assoggettabile alla tassa, è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.
Le modalità di pagamento Tari possono essere con il bollettino precompilato o con il modello f24 ( si rinvia a Tari, mod. F24 o bollettino. Guida al pagamento ), così possono esserci casi di esenzione e riduzione della tassa sui rifiuti. Scadenze, modalità e sconti sono decisi dai singoli Comuni proprio con il regolamento.

LA TARI NON CONFLUIRA’ NELLA ‘LOCAL TAX’ – Pare invece quasi certo che la Tari resterà esclusa dall’accorpamento delle altre due imposte sdulla casa, ovvero Imu e Tasi, che verranno con tutta probabilità eliminate ed unificate in un’unica tassa detta Local Tax.

Tassa rifiuti, aumenti certi. E non sarà accorpata a Imu e Tasi