Tassa da 755 mln sui c/c. Così imprese e famiglie pagano il bonus

Ecco come l'aumento della tassazione sulle rendite dal 20 al 26% colpisce strumenti finanziari e conti correnti

L’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26% avrà un impatto considerevole su conti correnti, depositi, libretti postali e certificati di deposito (sono esclusi i titoli di Stato). Secondo le stime, nel 2015, il gettito generato dall’aumento dell’aliquota equivarrà a una tassa da 755 milioni di euro. Ma è solo l’inizio: a regime, il gettito dai conti correnti supererà 1 miliardo nel 2016.
Il costo del bonus in busta paga (80 euro per chi guadagna tra 8 e 24mila euro) e delle detrazioni Irap inseriti del decreto Irpef sono così a finanziati dai conti correnti di cittadini e imprese.
 
L’entità della copertura è giustificata dalla platea degli soggetti coinvolti: secondo gli ultimi dati di Bankitalia, riferiti alla ricchezza delle famiglie del Belpaese, nel 2012 gli italiani avevano custoditi nei depositi bancari ben 692 miliardi (di cui 470 nei conti corrente), mentre nel risparmio postale ci sono 341 miliardi (di cui 27 nei conti correnti).
 

COSA ACCADE AL CONTO CORRENTE
In pratica, subiscono un’impennata le ritenute sugli interessi, ovvero il cosiddetto tasso creditore: ciò che la banca paga sui depositi dei correntisti. Sugli interessi attivi lordi, infatti, la ritenuta fiscale del 20% salirà al 26%, andando a ridurre l’effetto netto degli interessi attivi.

 
L’ENTITA’ DEI PRELIEVI SULLE RENDITE FINANZIARIE
Dalla relazione tecnica al decreto approvato il 18 aprile dal Consiglio dei ministri cominciano a emergere particolari che fanno escludere di porter brindare a una diminuzione della pressione fiscale.
Il Sole 24 Ore fornisce una ricostruzione dettagliata degli effetti attesi dall’incremento dei prelievi su strumenti finanziari e c/c

"Per quest’anno l’impatto sarà contenuto in 720 milioni necessari a coprire la riduzione delle aliquote Irap con gli acconti di fine novembre. Dal prossimo anno la curva dell’imposizione sulle rendite è destinata a salire. Passando, al netto delle ritenute sulle imposte dirette, dai 2,3 miliardi del 2015 ai 2,9 del 2016 per poi assestarsi ai 2,6 dal 2017 in poi.
Dalle tabelle emerge che lo stesso andamento riguarderà il peso sui conti correnti: nel 2014 sarà pari a zero perché i versamenti degli istituti di credito sono commisurati alle ritenute effettuate nell’anno precedente con la vecchia aliquota del 20%; nel 2015 l’impatto salirà a 755 milioni con un saldo 2014 versato a febbraio dalle banche di 378 milioni e un acconto per il 2015 versato a giugno di pari importo; il top verrà raggiunto nel 2016 quando famiglie e imprese si vedranno prelevare oltre 1,1 miliardi".


GETTITO COMPLESSIVO ATTESO DALL’AUMENTO DELL’ALIQUOTA AL 26%
 

  • 1.241 milioni di euro: da imposta sostitutiva e ritenute su interessi obbligazioni e titoli similari;
  • 206 milioni di euro: da ritenute su interessi e redditi di capitale di fonte estera e quote oicvm di diritto estero;
  • 163 milioni da ritenute sulle cambiali e altri redditi da capitale;
  • 144 milioni da ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche;
  • 255 milioni da imposta sostitutiva sul risparmio gestito (sul risultato maturato dalle gestioni individuali);
  • 220 milioni da imposta sostitutiva sul risparmio amministrato;
  • 52 milioni da imposta sostitutiva sui prodotti assicurativi;
  • 755 milioni da ritenute sugli interessi su depositi, conti correnti, libretti postali e certificati di deposito;
  • 1 milione da ritenute sui proventi dei titoli e dei certificati atipici.

 

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