Tasi, guida alla tassa sugli immobili. Le città in cui si paga di più

Chi paga a giugno e chi rinvia, a chi tocca l'Imu, la quota a carico degli inquilini... Vademecum Tasi e città più care

Iuc, Imu, Tari e Tasi. I cittadini ormai sanno che non si tratta di uno scioglilingua, bensì del carosello di sigle riferite alle imposte su immobili e servizi che dovranno a breve pagare. Il caos che regna con l’avvicinarsi delle prime scadenze rende ancora più indigesti i balzelli: tutt’oggi, sono soltanto 832 i municipi che hanno deliberato le aliquote Tasi e Imu (su oltre 8mila comuni) di cui però soltanto 514 hanno reso nota la propria delibera. Sono questi gli ultimi dati contenuti in un rapporto della Uil servizio politiche territoriali, che sta monitorando l’andamento della Tasi.
Di questi un terzo (32) sono città capoluogo di provincia di cui 9 capoluoghi di Regione (Ancona, Aosta, Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Palermo, Roma, Torino).

Per non perdersi nel mare magnum delle tasse sulla casa, ecco una guida alla nuova tassa e alle sue scadenze 

TASI Tassa comunale sui servizi indivisibili (come illuminazione pubblica e manutenzione delle strade). Insieme a Tari (rifiuti) e Imu per le seconde case compone la IUC (Imposta Unica Comunale).
SCADENZE Le rate previste sono due: la prima il 16 giugno, la seconda il 16 dicembre. Se il Comune non avrà preso alcuna decisione sulle aliquote entro i termini utili per far pagare l’acconto a giugno (23 maggio, con delibera da pubblicare sul sito portalefederalismofiscale.gov.it), quella di fine anno rimane per i proprietari di prime case l’unica data utile.
Per le seconde case, invece, resta fisso l’appuntamento del 16 giugno, quando dovranno pagare Imu e Tasi. Per la Tasi, in caso non sia stata deliberata un’aliquota dal Comune, dovranno pagare il 50% dell’aliquota base dell’1 per mille, togliendo però una quota forfettaria – del 10% annuo secondo alcune indicazioni delle Finanze (quindi il 5% per la prima rata), del 30% secondo Confedilizia – che spetta invece all’inquilino.
ALIQUOTE Il valore della Tasi per le prime case può oscillare tra l’1 e il 3,3 per mille del valore catastale, rivalutato del 5% e rivalutata per un coefficiente variabile. La quota è però vincolata alla concessione delle detrazioni stabilite dai Comuni (non più a livello nazionale come per l’Imu).
Per le seconde case l’aliquota può arrivare all’11,4 per mille.
SECONDE CASE Su seconde case e tutti gli altri fabbricati – uffici, negozi, capannoni e così via – si pagano sia l‘Imu che la Tasi
IMMOBILI DI LUSSO Le case accatastate nelle categorie di pregio (A/1, A/8 e A/9) continueranno a pagare l’Imu sulla prima casa, con un’aliquota massima del 6 per mille e con la sola detrazione di 200 euro, senza i 50 euro extra per ogni figlio. Su queste case si pagherà anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non potrà superare il 6,8 per mille. 
AFFITTI Come per le seconde case, si pagherà sia l’Imu che la Tasi con il limite massimo dell’11,4 per mille. L’Imu è pagata interamente dal proprietario, mentre una quota della Tasi compresa tra il 10 e il 30% è a carico degli inquilini (anche in questo caso, la decisione spetta ai comuni).
CALCOLO La base imponibile è la stessa dell’Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l’aliquota comunale, con le eventuali detrazioni
COME PAGARE Per pagare la Tasi di potrà utilizzare il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale.

Il ministero dell’Economia ha annunciato la proroga a settembre sulla prima rata della Tasi per i Comuni in ritardo con la delibera (da pubblicare entro il 23 maggio). Per gli altri scadenza prima rata resta fissata al 16 giugno.

Ciò che emerge dal campione di città monitorate dalla Uil è il "ginepraio di aliquote e detrazioni diverse". Alla fine si avranno sicuramente 8.092 applicazioni diverse della Tasi, ma si rischia di avere oltre 75 mila combinazioni differenti di applicazione dell’imposta.
Nonostante Renzi abbia appena annunciato a un comizio al Piccolo Teatro di Milano che in futuro potremo pagare le tasse "con un sms", attualmente vigono modalità a dir poco contorte per il calcolo e versamento dell’imposta.

Infatti, oltre che aliquote differenziate tra prime case e altri immobili, c’è la variante delle detrazioni. Per esempio a Bologna ci sono 23 detrazioni diverse in base alla rendita catastale dell’immobile; Milano  introduce detrazioni legate alla rendita catastale (fino a 770 euro) e in base al reddito Irpef; ); Roma ha scelto il 2,5 per mille con detrazioni decrescenti con il crescere della rendita catastale.

Dalle prime proiezioni emerge che su 32 Città capoluogo che hanno deliberato la TASI, nel 37,5% di queste (12 città) è più alta dell’IMU pagata nel 2012.
Si tratta di Bergamo (+ 21 euro); Ferrara (+ 60 euro); Genova (+ 67 euro); La Spezia (+ 47 euro); Mantova (+ 89 euro); Milano (+ 64 euro); Palermo (+ 2 euro); Pistoia (+ 75 euro); Sassari (più 40 euro); Savona (+ 28 euro); Siracusa (+ 16 euro).

 

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