Tasi addio? L’affare lo fanno i ricchi

La CGIA prevede un risparmio medio di 204 euro a famiglia con picchi di circa 2.000

Abolizione Tasi e Imu: davvero un affare per i cittadini? Non per tutti, specie se si considera che verranno a mancare oltre 4 miliardi di euro da reperire altrove e che i risparmi saranno maggiori per i possessori degli immobili più grandi e costosi. Lo evidenzia, fra gli altri, una analisi del Centro Studi della CGIA di Mestre.

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SQUILIBRI – Le famiglie che potrebbero essere beneficiate dall’abolizione della tassazione sulla prima casa sono quasi 19 milioni. Per i possessori delle abitazioni di categoria A2 il “taglio” sarà di circa 227 euro all’anno, per quelle A3 di 120 euro, mentre i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa beneficeranno di un “regalo” attorno ai 1.830 euro. I proprietari di castelli, infine, potranno godere di un risparmio che dovrebbe sfiorare i 2.280 euro.

“In termini complessivi – segnala Paolo Zabeo della CGIA – l’azzeramento della Tasi sulla prima casa ammonterà 3,4 miliardi di euro. Se a questo importo aggiungiamo l’abolizione dell’Imu sulle abitazioni di lusso (91,2 milioni di euro), l’Imu sui fabbricati rurali (3,2 milioni di euro), quella sui terreni agricoli (897 milioni circa) e quella sugli imbullonati (250 milioni), verranno a mancare 4,6 miliardi di euro di gettito che, per il momento, non sappiamo ancora come saranno reperiti”.

Analisi con risultati simili anche sulle pagine del Corriere della Sera, che riprende un’indagine della Banca d’Italia. Il governo ha sottolineato che l’addio alla “tassa annuale sui servizi indivisibili” sulle prime case e all’”imposta municipale unica” sulle residenze principali “di pregio” riguarda tutti o quasi: “l’81% degli italiani, o per la precisione delle famiglie che abitano nel Paese”. in realtà la platea dei beneficiari – comunque enorme – sarà probabilmente un po’ più piccola di così: secondo l’ultima indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia, nel 2012 viveva nella casa di proprietà il 67,2% delle famiglie; per il più recente censimento dell’Istat, nel 2013 siamo al 72,1%. Dunque poco meno di un terzo dei residenti in Italia resterà fuori dall’operazione Tasi e Imu, perché non le pagava, però dovrà coprire con le proprie tasse 3,5 miliardi di «compensazioni» spedite dal governo ai Comuni rimasti senza il loro gettito dagli immobili”.

“L’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane, pubblicata l’anno scorso su dati del 2012, aiuta a farsi un’idea. Negli ultimi tre anni infatti è cambiato pochissimo. L’indagine dice per esempio che il 76% delle famiglie con capofamiglia dai 55 anni in avanti vive in casa di proprietà: dunque beneficerà dello sgravio, mentre solo il 24% dei più anziani resta fuori. La situazione invece è rovesciata nelle famiglie con capofamiglia fino ai 34 anni di età: nei giovani solo il 44,7% è soggetto a Tasi o Imu, tutti gli altri invece no e dovranno compensare con le loro tasse l’ammanco dei comuni”.

IL GOVERNO – Intanto il premier Renzi, nella trasmissione di Porta a Porta andata in onda ieri sera, ha confermato: “Nel 2014 abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 abbiamo concluso l’operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 taglieremo l’Imu e la Tasi che è l’operazione che abbiamo annunciato a luglio. Nel 2017 penseremo all’Ires e nel 2018 all’Irpef”. “Noi togliamo Imu e Tasi e daremo ai sindaci un assegno corrispondente” al taglio. “Quel che togliamo ai Comuni lo restituiamo paro paro, come si dice a Roma. Sara’ emblematico: tot levi ai Comuni, tot rimetti immediatamente”.

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