Tares, la nuova tassa sui rifiuti rimandata a dicembre. Ma già si teme il conguaglio di fine anno

La Tarsu subisce l'ennesimo rinvio: la maggiorazione slitta a dicembre, quando scatterà anche il probabile conguaglio che terrà conto dei versamenti più "leggeri" effettuati durante l'anno. I Comuni potranno decidere rate e scadenze

La spada di Damocle della Tares, il tributo sui rifiuti e sui servizi, concede agli italiani ancora qualche mese di respiro. Il decreto sblocca debiti, approvato lo scorso fine settimana dal Consiglio dei ministri, ha infatti ha stabilito l’ennesimo rinvio della nuova tariffa a dicembre 2013. Per le scadenze di maggio e settembre si continuerà a parlare di Tarsu e di Tia, e a pagare di conseguenza.
La rata di dicembre invece, segnerà il debutto della Tares, con il pagamento della maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, già previsto dal decreto Salva Italia.
Ma attenzione: è solo una dilazione di pagamento. La Tares è in vigore a tutti gli effetti dal 1° gennaio, il che significa che l’importo annuale resta lo stesso e ciò che non è stato versato prima… verrà versato a fine anno, sull’ultima rata che sarà accompagnata da un probabile, quanto temibile conguaglio. La bastosta si abbatterà sulle tasche delle famiglie nel mese già segnato dalla scadenza Imu e  rischia di avere pesanti ripercussioni sui consumi natalizi.


Cos’è e cosa comprende la Tares

La Tares è la nuova tariffa che sostituisce la Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) già trasformata in molti comuni in Tia (tariffa di igiene ambientale). E’ stata introdotta, con decorrenza dal 2013 appunto, dalla manovra salva-Italia e non sarà una sostituzione indolore perché la nuova Tares peserà di più sulle tasche dei cittadini.
Il passaggio da ‘tassa’ a ‘tributo’ è un’evoluzione che comporta un diverso impatto economico, dovuto essenzialmente a due fattori:

si tratta di una "tariffa" e non di una tassa, cioè di un prelievo che copre per intero un costo dell’amministrazione e non solo di un contributo parziale com’è ad esempio l’attuale Tarsu (ma non la Tia, che è già una tariffa);

copre anche altri costi oltre allo smaltimento dei rifiuti. "T" di Tares" sta infatti per "tributo" e finanzia due tipi di spese comunali:
– la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni;
– i cosiddetti "servizi indivisibili" (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.) attualmente non compresi nella Tarsu né nella Tia.
 

Come si calcola la Tares
Come le imposte precedenti, anche la Tares prende come base imponibile la superficie degli immobili. Il calcolo verrà fatto sull’80% della superficie catastale ma non da subito: non essendo ancora un dato disponibile per i comuni, all’inizio l’applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, in attesa che l’Agenzia del territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali.
 

Come e quando si pagherà la Tares
Il pagamento potrà essere effettuato con bollettino postale o tramite modello F24 (scaricalo qui) che permette anche di compensare la Tares con eventuali crediti fiscali, come succede attualmente per il pagamento dell’Imu.

Una volta a regime la Tares, spetterà ai Comuni stabilire il numero delle rate e sulla loro scadenza, come previsto dal Salva Italia. A tutela del contribuente viene previsto che la deliberazione sia adottata e pubblicata dal Comune almeno 30 giorni prima della data del versamento.

Quanto ci costerà la Tares
L’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha calcolato che, salvo modifiche, la Tares costerà quasi 2 miliardi di euro in più delle precedenti Tarsu e Tia, con un rincaro medio per le famiglie del 29%. E fa alcuni esempi: su un capannone di 1.200 mq l’aggravio sarà di 1.133 euro (+22,7%), su un negozio di 70 mq di 98 euro (+19,7%), su una abitazione di 114 mq di 73 euro (+29,1%).

Tares, la nuova tassa sui rifiuti rimandata a dicembre. Ma già si teme il conguaglio di fine anno
Tares, la nuova tassa sui rifiuti rimandata a dicembre. Ma già si tem...