Tares, la nuova tassa sui rifiuti parte da luglio. Ma le rate saranno più pesanti

Si paga sempre in base alla superficie dell'immobile e comprende anche i servizi "indivisibili" come l'illuminazione pubblica. Previsti rincari del 30%

Altri sette mesi di respiro, poi la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e i "servizi indivisibili" passerà all’incasso. Doveva partire a gennaio ma sarebbe stata troppo vicina alla stangata dell’Imu (e anche alle elezioni…). Così il Senato ha rinviato a luglio 2013 la prima rata. Ma attenzione: è solo una dilazione di pagamento. La Tares è in vigore a tutti gli effetti dal 1° gennaio, il che significa che l’importo annuale resta lo stesso ma sarà versato in 6 mesi anziché in 12. Con rate raddoppiate.

La Tares è la nuova tariffa che sostituisce la Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) già trasformata in molti comuni in Tia (tariffa di igiene ambientale). E’ stata introdotta, con decorrenza dal 2013 appunto, dalla manovra salva-Italia e non sarà una sostituzione indolore perché la nuova Tares peserà di più sulle tasche dei cittadini.

Come le imposte precedenti, anche la Tares prende come base imponibile la superficie degli immobili. Il calcolo verrà fatto sull’80% della superficie catastale ma non da subito: non essendo ancora un dato disponibile per i comuni, all’inizio l’applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, in attesa che l’Agenzia del territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali.

Più alta per coprire illuminazione
e manutenzione stradale

Ma il maggior peso della Tares non è dovuto a questo, bensì ad altri due fattori:

si tratta di una "tariffa" e non di una tassa, cioè di un prelievo che copre per intero un costo dell’amministrazione e non solo di un contributo parziale com’è ad esempio l’attuale Tarsu (ma non la Tia, che è già una tariffa);

copre anche altri costi oltre allo smaltimento dei rifiuti. "Tares" sta infatti per "tributo comunale sui rifiuti e sui servizi" e finanzia due tipi di spese comunali:
– la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni;
– i cosiddetti "servizi indivisibili" (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.) attualmente non compresi nella Tarsu né nella Tia.

L’immancabile Ufficio studi della Cgia di Mestre ha calcolato che, salvo modifiche, la Tares costerà quasi 2 miliardi di euro in più delle precedenti Tarsu e Tia, con un rincaro medio per le famiglie del 29%. E fa alcuni esempi: su un capannone di 1.200 mq l’aggravio sarà di 1.133 euro (+22,7%), su un negozio di 70 mq di 98 euro (+19,7%), su una abitazione di 114 mq di 73 euro (+29,1%).

Una volta a regime la Tares si pagherà in 4 rate: gennaio, aprile, luglio e dicembre. Le prime rate saranno ancora commisurate agli import di Tarsu o Tia nel 2012 ma entro dicembre i comuni decideranno i conguagli

Il pagamento potrà essere effettuato con bollettino postale o tramite modello F24 (scaricalo qui) che permette anche di compensare la Tares con eventuali crediti fiscali, come succede attualmente per il pagamento dell’Imu. (A.D.M.)

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