Tares: nessuna sanzione per chi paga in ritardo

Nè sanzioni nè interessi se si paga tardi la maggiorazione Tares per invio tardivo dei bollettini

Fra le tante scadenze fiscali che tolgono il sonno agli italiani, è scaduto il 24 gennaio scorso il termine per il pagamento del conguaglio della Tares 2013. Tuttavia, dal momento che in molti Comuni si sono verificati disservizi dovuti al mancato recapito del bollettino postale e del modello f24 precompilato, lo scorso 15 gennaio il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha chiarito che non ci saranno sanzioni per chi non ha ricevuto la documentazione in tempo utile. A ricordalo è Altroconsumo che invita i contribuenti ad informarsi in Comune e a chiedere chiarimenti.
 
BOLLETTINI IN RITARDO – Proprio per quanto riguarda la maggiorazione Tares di 30 centesimi a metro quadro, riservata interamente allo Stato, la domanda più frequente riguarda il comportamento che deve adottare il contribuente nel caso in cui non riceva in tempo utile il bollettino di conto corrente postale o il modello F24 entro il prossimo 24 gennaio. Il Ministero dell’economia risponde ricordando che l’articolo  5, comma 4, del D. L. n. 102 del 2013, stabilisce che sia il comune a predisporre e inviare ai contribuenti il modello di pagamento della TARES e della maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato, riservata allo Stato. Nel caso in cui il comune non abbia inviato tali modelli di pagamento in tempo utile, una situazione molto frequente, il contribuente che versa in ritardo non è soggetto a sanzione, poiché lo stesso art. 5 al comma 4-bis prevede che nel caso in cui il versamento del tributo relativo all’anno 2013 risulti insufficiente, non si applicano le sanzioni qualora il comune non abbia provveduto all’invio ai contribuenti dei modelli di pagamento precompilati.
 
LO STATUTO DEL CONTRIBUENTE – Del resto anche l’art. 10 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 2000) prevede al comma 2 che “Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa”.

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