Tares, arriva la nuova tassa sui rifiuti e i “servizi indivisibili”. Che sarà più alta della Tarsu/Tia

Si pagherà sempre in base alla superficie degli immobili ma non comprenderà solo lo smaltimento dei rifiuti. Per il 2013 la prima rata slitta da gennaio ad aprile

Doveva essere la nuova imposta di gennaio ma era troppo vicina alla stangata dell’Imu e soprattutto sarebbe arrivata subito prima delle elezioni. Così – strategicamente, in vista di eventuali ricandidature – il governo ha rinviato ad aprile 2013 il debutto della nuova imposta comunale. Si chiama Tares e sostituirà la vecchia Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) già trasformata in molti comuni in Tia (tariffa di igiene ambientale). E’ stata introdotta, con decorrenza dal 2013, dalla manovra salva-Italia e non sarà una sostituzione indolore perché la nuova Tares peserà di più sulle tasche dei cittadini.

Come le imposte precedenti, anche la Tares prende come base imponibile la superficie degli immobili, un’unità di misura convenzionale per stabilire le "quantità e qualità medie ordinarie" di rifiuti prodotti. Il calcolo verrà fatto sull’80% della superficie catastale ma non da subito: non essendo ancora un dato disponibile per i comuni, all’inizio l’applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, in attesa che l’Agenzia del territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali.

Più alta per coprire illuminazione e manutenzione stradale

Ma il maggior peso della Tares non è dovuto a questo, bensì ad altri due fattori:

si tratta di una "tariffa" e non di una tassa, cioè di un prelievo che copre per intero un costo dell’amministrazione e non solo di un contributo parziale com’è ad esempio l’attuale Tarsu (ma non la Tia, che è già una tariffa);
copre anche altri costi oltre allo smaltimento dei rifiuti.

"Tares" sta infatti per "tributo comunale sui rifiuti e sui servizi" e finanzia due tipi di spese comunali:

• la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni;
• i cosiddetti "servizi indivisibili" (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.) attualmente non compresi nella Tarsu né nella Tia.

La Tares si pagherà in 4 rate: gennaio (ma nel 2013 la prima rata slitta), aprile, luglio e dicembre. Le prime rate saranno ancora commisurate agli import di Tarsu o Tia nel 2012 ma entro dicembre i comuni decideranno i conguagli (in prossimità del saldo Imu…).

Il pagamento potrà essere effettuato con bollettino postale o tramite modello F24 (scaricalo qui) che permette anche di compensare la Tares con eventuali crediti fiscali, come succede attualmente per il pagamento dell’Imu.
 

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