Tagli e tasse in arrivo? L’UE: “Rischiate un buco da 25 miliardi nel 2016”

Via libera alla legge di Stabilità, ma il problema è il rispetto del Fiscal Compact

La Commissione Europea ha dato il via libera alla legge di Stabilità 2015 del governo Renzi, e l’Italia ha così evitato la procedura d’infrazione per deficit eccessivo, che nel caso estremo avrebbe comportato una sanzione pari allo 0,1% del pil. Tuttavia il rispetto del Fiscal Compact, e più ancora l’eventuale ricorso alle clausole di salvaguardia, lasciano parecchi timori.

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VALUTAZIONE POLITICA – La valutazione della Commissione sull’Italia è stata più di carattere politico che non strettamente tecnico. Il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, ha dichiarato in proposito che la procedura è stata evitata dall’Italia – nonostante il rapporto tra debito e pil sia cresciuto ulteriormente – per via delle riforme varate dal governo, bonus da 80 euro e interventi sull’Irap in primis. Tali provvedimenti, ha spiegato il commissario, avranno l’effetto di stimolare la crescita, quindi, di ridurre "automaticamente" il rapporto tra debito e pil. Altro aspetto determinante per evitare di chiedere all’Italia un aggiustamento del deficit dello 0,5% del pil, ridotto ad appena lo 0,25%, è stato la considerazione del ciclo economico negativo, che vede il pil italiano arretrare dal 2011 al 2014 per tre esercizi consecutivi. Ci è stata dunque concessa, così come alla Francia, quella minima flessibilità chiesta dall’esecutivo. (Continua sotto)

IL PROBLEMA DEL FISCAL COMPACT – Ma il tema che fa tremare le stanze del Mef è il rispetto del Fiscal Compact. Moscovici ha avvertito che il via libera alla legge di stabilità 2015 non farà venire meno la necessità, dopo quest’anno, di tagliare il rapporto tra debito e pil del 5% (un ventesimo) della quota eccedente il 60%. Ciò significa che nel 2016 dovremo dimostrarci in grado di tagliare il rapporto tra debito e pil di circa 3,5 punti, equivalenti alla ventesima parte della quota eccedente il 60%, tenuto conto che il nostro debito si attesta oltre il 130% del pil. Il che è possibile a patto che la crescita del debito sia contenuta e la crescita nominale del pil (pil reale + inflazione) possa finalmente accelerare.

RISCHIO TAGLI E TASSE – In caso contrario, inevitabile il ricorso a nuovi tagli di spesa e nuove tasse. Secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, nel triennio 2016-2018 le clausole di salvaguardia, ovvero quelle norme che scattano in automatico se non vengono raggiunti determinati obiettivi di bilancio, farebbero scattare automaticamente aumenti di imposte per complessivi 70 miliardi di euro.

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