Super Iva al 22%, la stangata è alle porte. Quali beni colpisce e quanto ci costa

Quanto peserà l'aumento dell'aliquota ordinaria? Secondo i calcoli della Cgia di Mestre per il 2013 il costo complessivo a carico dei consumatori sarà di 2,1 miliardi di euro, dal 2014 toccherà i 4,2 miliardi.

L’aumento dell’aliquota IVA (Imposta di Valore Aggiunto) dal 21 al 22%, che scatterà a partire da lunedì 1° luglio 2013, come stabilito dalla Legge di Stabilità, è ormai prossimo.
La manovra votata lo scorso dicembre prevede infatti il ritocco all’insù di un punto dell’aliquota ordinaria, mantenendo invariate quelle del 10% e del 4%.

L’imminente incremento dell’aliquota va a colpire la maggior parte dei beni e dei servizi ed è stato definito da Confcommercio il "difetto capitale della manovra": pur avendo come obiettivo l’aumento del gettito nelle casse dello Stato, rischia di contrarre ulteriormente i consumi degli italiani e di ridurre il valore, in termini di potere d’acquisto, dei risparmi dalle famiglie.  Rispetto al 2011, infatti, la riduzione della spesa per consumi è stata del 4,3%, una variazione negativa molto superiore a quella registrata nel biennio 2008-2009, quando, al culmine della recessione, i consumi avevano segnato una caduta tendenziale del 2,6%.

Ipotizzando che i comportamenti di consumo delle famiglie italiane rimangano immutati, la CGIA stima che per un nucleo costituito da 3 persone l’aggravio medio annuo sarà di 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l’incremento medio annuo sarà invece di 103 euro.
Per il 2013 il costo complessivo a carico dei consumatori sarà di 2,1 miliardi di euro, dal 2014 toccherà i 4,2 miliardi.

Quali consumi colpisce il rincaro IVA? Sempre la Cgia di Mestre fornisce l’elenco completo dei beni e servizi interessati dall’aumento. Ecco i prodotti colpiti:

● Vino, Birra;
● Abbigliamento, Calzature, Riparazioni di abbigliamento e calzature;
● Elettrodomestici, Mobili, Articoli di arredamento, Biancheria per la casa, Servizi domestici, Riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria;
● Detersivi, Pentole, posate ed altre stoviglie, Tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio, Lavanderia e tintoria;
● Acquisto di auto, Pezzi di ricambio, olio e lubrificanti, Carburanti per veicoli, Manutenzione e riparazioni;
● Giochi e giocattoli, Radio, televisore, hi-fi e videoregistratore, Computer, macchine da scrivere e calcolatrici, Cancelleria, Piante e fiori, Riparazioni radio, televisore, computer, ecc.;
● Prodotti per la cura personale, Barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza, Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, Borse, valigie ed altri effetti personali, Onorari liberi professionisti.

Stima degli effetti dell’incremento di un punto dell’IVA (dal 21 al 22%) sulla spesa delle famiglie italiane. Spesa media annuale per una famiglia di 4 componenti
 

Spesa
media
attuale

di cui,
IVA

incremento annuo
IVA dal
21% al 22%

Alimentari e bevande

7.406
593
2

Abbigliamento e calzature

2.472
429
20
Abitazione
2.210
129
 

Combustibili ed energia

1.855
169
 

Mobili, elettrod. e servizi per la casa

2.088
362
17
Sanità
1.254
   
Trasporti
6.358
828
39
Comunicazioni
729
127
6
Istruzione
834
   

Tempo libero, cultura e giochi

1.771
167
7

Altri beni e servizi

4.301
480
12

TOTALE SPESA*

31.278
3.284
103
 
 
aggravio IVA 2013
51,5

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati ISTAT

Nota: Si è ipotizzato che i comportamenti di consumo delle famiglie non mutino a seguito della variazione dell’IVA. Oltre all’aggravio annuo, si è evidenziato a parte il maggior carico IVA che le famiglie sopporteranno nel 2013, in considerazione del fatto che l’aumento avverrà dal 1 luglio 2013.

Edile e immobiliare: stangata su un settore in ginocchio
In particolare, se è vero che i beni nel perimetro dalla "Super Iva" non contemplano la casa, sul cui acquisto si paga l’Iva ridotta, l’impatto che l’aumento avrà sulle ristrutturazioni di immobili sarà rilevante e andrà a colpire proprio il settore che più di altri ha fatto le spese della crisi.
L’Iva al 22% infatti, come si legge su Il Sole 24 Ore  “Prima di tutto si applicherà alle parcelle professionali di geometri, architetti e ingegneri ingaggiati in occasione di lavori di ristrutturazione. Ma anche ai compensi per la certificazione energetica da allegare al rogito in caso di compravendita o da inserire negli annunci immobiliari di vendita o locazione. Ricade, poi, nell’Iva al 22% anche tutto il settore dell’arredamento, dei mobili e degli elettrodomestici”. Inoltre, non si applica l’IVA agevolata al 10% (quindi va calcolata l’Iva ordinaria) ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente; alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio; alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. 

Come se non bastasse, la scadenza del primo luglio coinciderà con la fine delle detrazioni del 50% sul recupero edilizio e del 55% per il risparmio energetico: le quote scenderanno entrambe al 36 per cento, col rischio di alimentare ulteriormente l’impasse del settore edile.

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