Studi di settore, al via campagna informativa 2017 per evitare controlli

(Teleborsa) – Continua l’operazione compliance dell’Agenzia delle Entrate. Dopo i centomila avvisi bonari in arrivo sui redditi 2014, il Fisco mette a disposizione di oltre 147mila contribuenti le informazioni relative alle anomalie riscontrate nel triennio 2013-2015, sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Il provvedimento – informa l’Agenzia delle Entrate – definisce le tipologie di comunicazioni di anomalia, disponibili nel “Cassetto fiscale” dei contribuenti interessati, che consentono di mettersi in regola spontaneamente.

Alert via web, sms e email – Le comunicazioni di anomalia sono pubblicate nel “Cassetto fiscale” dei contribuenti interessati: chi è già’ abilitato ai servizi telematici potrà visualizzare un avviso personalizzato e riceverà un messaggio via SMS o email. Inoltre, nel caso il contribuente abbia effettuato la specifica opzione in Unico 2016, la comunicazione sarà inviata tramite canale Entratel all’intermediario; diversamente, riceverà una Pec informativa relativa alla presenza di una comunicazione di anomalia nei dati degli studi di settore nel proprio Cassetto fiscale.In questo modo i cittadini avranno la possibilità di verificare le eventuali anomalie riscontrate dall’Agenzia e decidere se correggerle o giustificarle. In caso di chiarimenti, i contribuenti o gli intermediari possono utilizzare l’apposito software gratuito “Comunicazioni anomalie 2017”, disponibile nella sezione “Studi di settore” del sito internet delle Entrate.

Le nuove tipologie di anomalia – Il provvedimento definisce 70 diverse tipologie di casi per l’anno 2017. In particolare, 58 sono legati esclusivamente all’attività di impresa, 6 esclusivamente ad attività professionali e 6 ad entrambe le tipologie di reddito. Rispetto alla campagna informativa dello scorso anno, sono state individuate ulteriori 8 tipologie di anomalia che riguardano nella maggior parte dei casi ulteriori ipotesi di soggetti esercenti attività di impresa o professionale con incongruenza tra studio di settore presentato e gli elementi specifici dell’attività indicati nel quadro D del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

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