Straordinari e premi di produttività: tassazione secca al 10% fino 40mila euro di reddito

950 milioni per sostenere la produttività. Il governo conferma anche per il 2013 lo sconto fiscale sulla parte di retribuzione variabile. Anche per chi guadagna di più

Lavorare di più costerà di meno ancora per il 2013. Monti ha appena firmato il decreto che assicura anche quest’anno la detassazione – con un’aliquota secca del 10% – degli straordinari e dei premi di produttività. Ampliando la possibilità di ottenerla rispetto al 2012: passa da 30mila e 40mila euro il tetto massimo di reddito oltre il quale l’agevolazione non si applica. Resta invariata invece la retribuzione annuale massima agevolabile: 2.500 euro.

Il provvedimento appena varata dal Consiglio dei ministri era atteso. La legge di stabilità, infatti, aveva stanziato 950 milioni di euro a favore di questa agevolazione che ora, con la definizione dei criteri di assegnazione del bonus, sono stati sbloccati.

Novità e conferme per il 2013

La detassazione dei salari di produttività per il 2013 – che riprende anche l’accordo tra imprese e sindacati dello scorso novembre – conferma l’aliquota unica agevolata del 10%, al posto delle aliquote ordinarie, sulla parte del reddito legata all’aumento di produttività. Si applica solo ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Viene estesa però la possibilità di beneficiarne anche a chi guadagna di più: il tetto di reddito massimo del lavoratore passa a 40mila euro lordi, 10mila in più rispetto all’anno scorso. Al di sotto di questo reddito l’aliquota agevolata si applica a una retribuzione massima di 2.500 euro all’anno (come nel 2012).

Per capire a quale parte della retribuzione si applica lo sconto fiscale bisogna fare riferimento agli indicatori di produttività previsti dai contratti aziendali e territoriali. In alternativa i contratti devono prevedere interventi in almeno uno dei seguenti ambiti:

orario di lavoro: flessibilità per raggiungere obiettivi di produzione prefissati;
• ferie: flessibilità nella distribuzione e nella suddivisone dei periodi;
• innovazione tecnologica: compatibilità tra l’utilizzo delle nuove tecnologie e la tutela dei diritti dei lavoratori.
• fungibilità delle mansioni: interventi per lo scambio delle mansioni e l’integrazione delle competenze.

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