Stop ai nuovi pedaggi. Il Consiglio di Stato boccia la richiesta del governo

Gli automobilisti vincono una battaglia ma non ancora la guerra contro i nuovi pedaggi sulle tangenziali. Ma agosto è salvo

Si ferma, almeno per agosto, il balletto dei nuovi pedaggi su tangenziali, raccordi e altre importante arterie stradali. Il Consiglio di Stato, massimo grado di giudizio nelle controversie con la pubblica amministrazione, ha confermato la sospensione temporanea degli aumenti, rinviando a fine mese la decisione definitiva. Almeno per il mese di massimo traffico i vacanzieri l’hanno spuntata.

Ricostruiamo in breve le tappe – molto ravvicinate – della vicenda:

•  Con la manovra correttiva il governo aveva stabilito, con decorrenza dal 1° luglio, la possibilità di introdurre un pedaggio su 22 tratte stradali gestite dall’Anas che finora erano gratuite, per un totale di 1.270 chilometri. Tra queste, arterie di grande importanza (ed enorme traffico) come il raccordo anulare di Roma, e la Salerno-Reggio Calabria.

•  Contro quello che è sembrato subito un modo troppo facile di fare cassa nell’imminenza dell’esodo estivo, le associazioni dei consumatori e la Provincia di Roma hanno fatto ricorso al Tar del Lazio. Il quale, lo scorso 29 luglio, ha dato loro ragione: secondo i giudici amministrativi il decreto “sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa”. Il pedaggio di trasforma cioè in una tassa camuffata, non legata all’effettivo utilizzo dell’infrastruttura.

•  Ma il governo non si è arreso e ha immediatamente fatto appello al Consiglio di Stato, chiedendo di “sospendere la sospensiva” del Tar “in via cautelare”, cioè senza entrare ora nel merito della questione. Un modo per non perdere l’incasso del traffico nei giorni delle partenze di inizio agosto.

•  Il Consiglio di Stato, però, con altrettanta rapidità (il 3 agosto), ha respinto la richiesta del Governo, e ha confermato la sospensione degli aumenti. Ha rinviato però al prossimo 31 agosto l’udienza per discutere nel merito la sospensione del decreto del Tar del Lazio impugnato da Palazzo Chigi.

Gli automobilisti dunque hanno vinto la battaglia ma non ancora la guerra. Ma per agosto non è poco.

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