Stop a multinazionali esentasse e Fisco globale sui conti bancari

Il G20 si impegna nella lotta all'evasione: entro due anni i Paesi dovranno condividere i dati bancari. E le multinazionali pagheranno le tasse dove producono reddito

Se il munifico G20 di San Pietroburgo si è concluso con un nulla di fatto sul piano della politica internazionale (conflitto siriano in primis), diversamente, i partecipanti al summit si sono trovati concordi sulle azioni per contrastare l’evasione fiscale, che nel 2013 in Europa raggiungerà il valore di 2.100 miliardi di euro, corrispondenti al 18,5% dell’attività economica europea, secondo le recenti stime della società di consulenza A.T. Kearney. E che sappiamo incidere particolarmente nel nostro Paese, dove il valore del somerso è stimato a 333 miliardi di euro, pari al 21% del Pil nazionale.

Due, in particolare, le aree di intervento e gli obiettivi definiti prioritari dai rappresentanti dei 20 Paesi più industrializzati:
1. Scambio automatico di informazioni fiscali entro due anni.
2. Stretta sulle scappatoie fiscali usate dalle multinazionali.
Vediamoli più nel dettaglio.

FISCO GLOBALE
La fine del segreto bancario, che da quest’anno in Italia è diventata una realtà, dovrà coinvolgere tutti i Paesi, che saranno tenuti a condividere i dati fiscali e bancari dei correntisti. Il segretario generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) Angelo Gurrìa ha fatto presente che "Fino al 2009 era impossibile ottenere informazioni fiscali da giurisdizioni che prevedevano il segreto bancario. Oggi 120 Paesi stanno già lavorando insieme nell’ambito del Forum globale sulla trasparenza fiscale e sono operativi oltre 1.100 accordi per lo scambio di informazioni fiscali". L’obiettivo è ambizioso: dal 2015 oltre 50 stati nel mondo, comprese le 20 economie più sviluppate, avranno un sistema per lo scambio automatico di informazioni sull’evasione fiscale basato su uno standard unico e condiviso. 
E la Svizzera? Anche la cassaforte dei capitali sommersi si è dichiarata disponibile ad adottare lo scambio automatico di informazioni solo in presenza di uno standard unico a livello internazionale.

STOP ALLE MULTINAZIONALI ‘ESENTASSE’ 
Profitti a nove zeri e tasse ai minimi termini grazie a un sistema di ‘rimbalzi’ di capitale tra filiali con sedi in Paesi a tassazione agevolata o direttamente ad aliquota "zero". Con questo sistema e altri simili, multinazionali come Amazon, Apple, Facebook e Google hanno pagato complessivamente tasse in Italia per meno di 6 milioni di euro a fronte di guadagni miliardari. I big a San Pietroburgo si sono dunque ritrovati concordi a colpire le scappatoie fiscali utilizzate dalle multinazionali rispondendo al malumore di elettori onerati da imposte sempre più elevate a copertura dei debiti pubblici. Il piano per combattere l’elusione fiscale (altrimenti detta "abuso di diritto") prevede un intervento in 15 punti già approvato dai ministri delle Finanze e banchieri centrali lo scorso luglio, ha ottenuto il via libera anche dal G20. 

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