Spesometro, in arrivo la scadenza per il 2011. Ma da quest’anno cambiano le regole

Entro il 30 aprile i negozianti comunicheranno al fisco i nostri dati per gli acquisti del 2011 superiori ai 3.600 euro. Verranno usati come spie di redditi nascosti

Una valanga di informazioni che ci riguardano sta per arrivare al fisco. Il prossimo 30 aprile scade il termine per la comunicazione dei dati dello spesometro relativi alle operazioni 2011. Stiamo parlando dell’ormai noto strumento antievasione che valuta il tenore di vita dei contribuenti – e quindi il loro ipotetico reddito – sulla base delle spese che effettuano. E’ una delle due punte – l’altra è il nuovo redditometro con le sue 80 voci di indagine – dell’offensiva del fisco contro i "furbetti". A queste si associa la lotta al riciclaggio tramite i limiti all’uso del contante.

Entro questo mese commercianti, artigiani, professionisti e imprese devono comunicare al fisco:

tutte le operazioni effettuate nel 2011 (cessioni e acquisti di beni e servizi) per cui è obbligatoria la fattura, di importo pari o superiore ai 3.000 euro (esclusa Iva). Si tratta in sostanza delle operazioni che avvengono tra titolari di partita Iva;

tutte le operazioni senza fattura, sempre del 2011, di importo pari o superiore ai 3.600 euro (inclusa Iva). In questa categoria rientrano le vendite al dettaglio, cioè al consumatore finale. Per tutte quelle successive al 1° luglio dell’anno scorso, il negoziante ha dovuto acquisire i dati anagrafici e il codice fiscale del cliente e ora deve trasmetterli al fisco per via telematica.

Le operazioni escluse

Non devono essere segnalate, anche se superano la soglia prevista, le seguenti operazioni:

le operazioni già comunicate al fisco (ad esempio le vendite immobiliari o di veicoli, la fornitura di energia elettrica o gas, i contratti di mutuo o di assicurazione ecc.);

le operazioni pagate con carte di credito, di debito o prepagate, emesse in Italia, che vengono comunicate direttamente dagli operatori finanziari emittenti;

le importazioni e le esportazioni.

Le novità per il 2012

Questo per il 2011. La musica da quest’anno cambierà, ma solo per le operazioni tra partite Iva. Il recente decreto legge sulle semplificazioni tributarie ha eliminato il tetto dei 3.000 euro: quindi dovranno essere comunicati tutti gli acquisti e le cessioni, di qualsiasi importo. Si torna in sostanza al vecchio elenco clienti e fornitori.

Tutto invariato, invece, per i privati. La soglia resta per le vendite senza obbligo di fattura. Per lo shopping quindi continueremo a comunicare i dati al negoziante solo se spendiamo, per un solo acquisto, più di 3.600 euro.

Attenzione: non serve frazionare il prezzo (ad esempio pagando l’acconto e poi il saldo): per la segnalazione si fa riferimento alla transazione contrattuale nel suo insieme, cioè con riferimento al prodotto o servizio venduto a quel determinato cliente identificato dal suo codice fiscale. (A.D.M.)

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