Società di comodo nel mirino del redditometro

Saranno rafforzati i controlli fiscali per l’attribuzione dei beni ai reali utilizzatori

Uno dei pezzi forti della manovra bis è rappresentato dal redditometro. Le norme contenute nel decreto legge 138/2011 puntano a rendere più efficiente lo strumento “scova-evasori”. Le armi del redditometro, da un lato, mirano a smascherare le società di comodo, ovvero l’intestazione societaria di bei che sono in realtà nella disponibilità dei soci, degli amministratori o dei loro familiari. In altri casi l’obiettivo è introdurre nuovi criteri di selezione dei contribuenti nell’ambito degli accertamenti da redditometro.

Per quanto riguarda le società di comodo, vanno segnalati i provvedimenti relativi alla stretta sui beni d’impresa concessi in godimento a terzi soggetti. L’obiettivo è disincentivare i fenomeni di intestazione societaria di beni a uso personale di soci e amministratori.

La campagna nuovo redditometro partirà dal prossimo gennaio 2012. Si dovranno smascherare i reali utilizzatori dei beni al fine di imputare su di essi le spese gestionali utili alla ricostruzione sintetica del loro reddito. Per esempio una voce su cui si lavorerà sono le forme di finanziamento effettuate da questi per l’acquisti dei beni.
Esiste una sorta di “penale”, ovvero la possibilità di essere assoggettati a un’addizionale sull’imposta delle società nella misura del 10,50% e il rischio di diventare società di comodo dopo tre periodi d’imposta in perdita fiscale o con utili inferiori a quelli minimi, fatto questo che potrebbe infatti indurre più di una società allo scioglimento e alla conseguente attribuzione ai soci dei beni posseduti.

Società di comodo nel mirino del redditometro