Lo shock petrolifero prossimo venturo – Ecco perché il basso prezzo del greggio è l’anticamera di una bufera

Ecco perché il basso prezzo del greggio è l'anticamera di una bufera


Calo del prezzo del greggio e recessione. Un’accoppiata letale per il futuro energetico del pianeta, un binomio che prefigura uno shock petrolifero paragonabile a quello del 1973.

La crisi economica ha infatti abbattuto gli investimenti nel settore. Secondo un rapporto della Cambridge Energy Research Associates, questo determinerà un crollo della produzione nei prossimi anni: si calcolano 7,6 milioni di barili al giorno in meno.

Stiamo parlando di ricerche annullate, perforazioni sospese, impianti non rinnovati.
L’Opec riferisce di 35 progetti rinviati a tempo indeterminato in giro per il mondo.
Sono investimenti sul medio-lungo periodo che costano; in questo momento di scarsa liquidità il valore basso del petrolio (50-60 dollari) non giustifica più l’esborso. Sono finiti i bei tempi dei 147 dollari al barile, estate 2008.

Nel 2014, il totale delle forniture mondiali potrebbe quindi essere di 101,4 milioni di barili giornalieri, contro i 109 che si prevedevano solo l’anno scorso.
E si tratta di una proiezione tutto sommato ottimistica: Christophe de Margerie, amministratore delegato della francese Total, calcola che si possa scendere a 90 milioni.

Il calo di prezzi, investimenti e forniture, si sposa in questo momento con il parallelo calo della domanda. Tuttavia, molti esperti ritengono che questa dovrebbe crescere di nuovo nei prossimi anni, contemporaneamente allo sviluppo delle economie emergenti e alla crescita della popolazione mondiale. A quel punto, i prezzi esploderanno di nuovo repentinamente e ci si troverà con pochi barili in magazzino, proprio a causa dei mancati investimenti odierni.

John Lipsky, candidato alla direzione del Fmi, afferma: “Più scende e più a lungo resta basso il prezzo del petrolio e maggiore è l’impatto negativo sui rifornimenti futuri”.
E caso mai qualcuno non avesse capito: “In altre parole, i prezzi bassi di oggi potrebbero preparare il terreno per un’altra rincorsa dei prezzi in futuro”.

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