Scudo fiscale, scadenza spostata ad aprile

Aliquota del 6% per i rientri entro febbraio, per quelli successi si applicherà il 7%

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla proroga dei termini per lo scudo fiscale. Chi ha capitali depositati all’estero finora nascosti al fisco italiano potrà mettersi in regola, rimpatriandoli, fino al 30 aprile 2010. Rispetto ai termini ordinari, scaduti lo scorso 15 dicembre, l’aliquota dell’imposta sostitutiva passa dal 5 al 6% o al 7% a seconda dei tempi di adesione.

In base alla proposta presentata al consiglio dei ministri dal ministro Giulio Tremonti, la proroga dei termini dello scudo-quater è inserita nella bozza del decreto legge “milleproroghe”, in corso di valutazione al Consiglio dei ministri.
Ci saranno due scadenze: dall’entrata in vigore del decreto fino alla fine di febbraio l’aliquota sarà del 6%; dal primo marzo alla fine di aprile, invece, l’aliquota sarà del 7%.

La versione “quater” dello scudo copre non soli i reati tributari “basic” cioè l’omessa o infedele dichiarazione (ovvero i redditi o i patrimoni non dichiarati e nascosti all’estero). La nuova formula estende la non punibilità ad altri reati fiscali e societari, primo fra tutti il falso in bilancio (che in Italia è stato già in parte depenalizzato), ma anche la falsa fatturazione, l’occultamento o la distruzione di documenti contabili, nonché i reati “necessari” per eseguire o nascondere i precedenti come il falso in atto pubblico o nelle scritture private o le false comunicazioni sociali. L’allargamento della copertura a questi reati estende automaticamente anche il campo degli “utilizzatori finali”. Non più solo le persone fisiche ma, in pratica, anche le società di capitali (nella persona “fisica” dell’amministratore della società).

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