Scontrini e fatture detraibili, Padoan e l’idea di un Fisco all’americana

Il governo progetta di aprire il cantiere del contrasto d'interessi fiscali

Il governo – segnatamente nella persona del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – progetta di riaprire il cantiere del conflitto d’interessi fiscali: una misura sperimentata da tempo e con successo negli Usa che punta a raggiungere due obiettivi: contrastare l’evasione fiscale e consentire ai cittadini (che attualmente non hanno alcun interesse diretto a farlo) di portare in detrazione scontrini e fatture, riducendo così il peso delle tasse da pagare. Un cantiere di cui in realtà si parla da anni, e che potrebbe trovare nuova linfa dall’indicazione di Matteo Renzi che insiste da settimane sulla necessità di un fisco "a trazione familiare". "Un sistema fiscale efficiente – ha ribadito in queste ore il ministro Padoan – si basa sulla fiducia fra contribuente e Stato. Il rapporto dovrebbe essere ‘friendly’ ed esperienze internazionali dimostrano che questo è possibile". La classica scena del pagamento ad un professionista (come ad esempio l’idraulico) seguita dalla frase "Sarebbero 200 euro, facciamo 100 senza fattura" potrebbe finalmente divenire sconveniente.
 
IL MECCANISMO – Il meccanismo è elementare: si tratta in sostanza di considerare le famiglie e i contribuenti privati come le imprese. Ogni azienda paga le tasse sul proprio utile, cioè sui ricavi meno i costi. Quando le famiglie potranno, allo stesso modo, abbattere il proprio carico fiscale detraendo (dall’imposta) o deducendo (dal reddito imponibile) alcune spese di base, anche parzialmente, avranno tutto l’interesse a richiedere scontrini e ricevute quando pagano. Il fisco compenserebbe la perdita di gettito per i maggiori sgravi con l’emersione di un’enorme quantità di operazioni. Si recupererebbe, per esempio, buona parte dell’Iva evasa (che attualmente in Italia è stimata attorno ai 28 miliardi) senza l’impiego di un solo finanziere. Il dipartimento sta però studiando con attenzione il progetto sul piano dell’impatto in termini di gettito: allargare l’area delle detrazioni (fino a oggi limitata a ristrutturazioni edilizie straordinarie, interessi sui mutui e interventi di riqualificazione energetica sugli immobili) provocherebbe infatti nell’immediato una flessione delle entrate, non compensata dall’incremento di prelievo derivante dalla maggiore fedeltà fiscale dei contribuenti. Ma c’è anche la prospettiva che la moltiplicazione di fatture e scontrini possa far emergere sacche di prestazioni in nero capaci di gonfiare le poste Irpef e Iva.
 
LA DELEGA FISCALE – Lo strumento tecnico attraverso il quale introdurre, già a partire dal 2015, elementi di conflitto d’interessi tra prestatori d’opera e contribuenti è la delega fiscale, approvata nei mesi scorsi dal parlamento per riformare l’intero sistema tributario italiano. E allora si vedrà se Padoan e Renzi fanno sul serio o se sarà l’ennesimo tentativo a vuoto.
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