Ristrutturazioni e risparmio energetico, più facili le agevolazioni del 36 e 55%

Abolito l'obbligo della comunicazione all'Agenzia delle Entrate prima dell'inizio dei lavori. E per le imprese la ritenuta d'acconto passa dal 10 al 4%

Alcune novità per due famose agevolazioni fiscali, gli sgravi del 36% sulle ristrutturazioni edilizie e del 55% per l’efficienza energetica. Due provvedimenti – il decreto sviluppo e la successiva manovra correttiva – hanno reso più semplice per i cittadini e più vantaggioso per le imprese l’utilizzo dei bonus. Un modo per incentivare ulteriormente l’emersione dal nero in edilizia.

Una buona notizia in attesa di una possibile stangata: le due detrazioni scadono alla fine del 2011 (il 55%) e del 2012 (il 36%) e se anche venissero prorogate potrebbero subire i tagli lineari previsti dalla manovra.

Bonus senza comunicazione preventiva

Per ottenere lo sgravio del 36% non è più necessaria la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara, che finora doveva essere inviata per raccomandata prima dell’inizio dei lavori, a pena di decadenza dal beneficio.Lo stabilisce l’art. 7 del decreto sviluppo.

Sarà sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, nella quale si calcola la detrazione, i dati catastali dell’immobile  e, se gli interventi sono effettuati dall’inquilino, gli estremi di registrazione del contratto di locazione o comodato. Tutti gli altri documenti (che saranno individuati da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate) dovranno essere conservati ed esibiti su richiesta.

L’abolizione dell’obbligo di comunicazione preventiva vale per tutti i lavori iniziati dal 14 maggio 2011.

Viene anche eliminato, a partire dalla stessa data,  l’obbligo di indicare in fattura separatamente il costo della manodopera, anch’esso previsto finora a pena di decadenza dal beneficio.

Ridotta la ritenuta sui bonifici

L’altra novità non riguarda i privati che richiedono i lavori ma le imprese che li eseguono. La ritenuta d’acconto che dal 1° luglio 2010 la banca o la posta applica sul bonifico pagato dal cliente all’impresa edile passa dal 10 al 4% per entrambe le agevolazioni. La ritenuta deve essere operata sull’importo del bonifico al netto dell’Iva del 20%.

Ad esempio:

 Importo complessivo del bonifico  € 1.200  –
 Iva (20%)  €    200 =
 Imponibile € 1.000  –
 Ritenuta (4%) €      40 =
 Totale (che riceve l’impresa) €    960   

Prima l’impresa riceveva l’importo decurtato del 10% (in questo caso 900 euro). Attenzione: non è un vero sgravio fiscale. Quella che viene ridotta è la quota dell’acconto sull’imposta che la banca trattiene e versa direttamente al fisco. L’impresa dovrà pagare con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo la (maggiore) differenza d’imposta: si tratta, di fatto, di un vantaggio finanziario, nel senso che si incassa subito un importo superiore. (A.D.M.)

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