Risparmi, aumenta l’imposta di bollo per depositi bancari e postali e dossier titoli

L'aliquota passa dallo 0,1 allo 0,15% e sparisce il tetto massimo di tassazione di 1.200 euro per tutte le forme di risparmio con la sola eccezione dei conti correnti

Non è una novità inattesa ma quando arriva fa male lo stesso. L’aumento dell’imposta di bollo sui risparmi a partire dal 1° gennaio 2013 era già prevista da più di un anno, dalla manovra salva-Italia di fine 2011, per l’esattezza. L’imposta – che sale dallo 0,1 allo 0,15% sulle giacenze medie – si aggiunge a una lunga serie di nuovi tributi e soprattutto colpisce a tappeto tutto quelli che hanno qualche risparmio conservato in buoni postali, in un conto deposito o un dossier titoli.

L’imposta del bollo sui risparmi, che qualcuno ha definito una "mini-patrimoniale", è in vigore dal 2012, ma da quest’anno scatta va a regime con le aliquote aumentate (del 50%) e senza tetti massimi. Restano esenti soltanto i conti con giacenze medie inferiori ai 5.000 euro. L’aumento non riguarad i conti correnti, che non rientrano tra gli "strumenti finanziari", per i quali resta l’imposta fissa a 30,20 euro all’anno.

Gli aumenti 2013

Ecco cosa cambia a partire da gennaio per le diverse forma di risparmio:
 

  2012 2013
 Conti correnti bancari e postali:    
 – con giacenza media inferiore a € 5.000 esenti esenti
 – con giacenza media superiore a € 5.000 € 34,20  € 34,20
 – intestati a persona giuridica  € 100  € 100
 Conti deposito (*)
 Polizze vita
 Certificati di deposito
 Dossier titoli
(sul valore di mercato al momento del prelievo)

 0,1%
min: € 34,02
max: € 1.200

0,15%
min: € 34,02
nessun tetto max
 Buoni postali
 
(esenti se complessivamente inferiori a € 5.000)
0,1%
min: € 34,02
max: € 1.200
0,15%
min: € 34,02
nessun tetto max

(*) I conti deposito inizialmente tassati come i conti corrente, sono stati assimilati agli strumenti finanziari dal decreto semplificazione dell’anno scorso.

L’imposta di bollo si calcola sulla somma del valore di tutti i prodotti intestati a uno stesso cliente presso il medesimo istituto (banca o compagnia assicurativa).

Una precisazione importante: stiamo parlando dell’imposta del bollo sulle "comunicazioni periodiche" (gli estratti conto o simili) che si applica sul capitale e non va confusa con la tassazione degli interessi che ora è al 20% per tutti queste forme di risparmio con l’eccezione dei buoni postali e dei titoli di Stato che restano tassati al 12,5%.

Il bollo si paga in un’unica soluzione se c’è un solo invio annuale oppure suddiviso per il numero di comunicazioni effettuate nell’arco dell’anno. (A.D.M.)

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