Riforma Sanità: spunta l’idea del ticket legato al reddito

Si tratterebbe del reddito risultante dalla dichiarazione

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con otto assessori regionali e un rappresentante del ministero dell’Economia, sta lavorando ad un corposo progetto di riforma del sistema sanitario che prevederebbe, fra l’altro, il ticket sanitario legato al reddito. I pagamenti di prestazioni mediche, farmaci e visite saranno proporzionati al reddito, anche per le patologie croniche. L’esenzione quindi non sarà più prevista per tutti. Proprio la Lorenzin, del resto, aveva confermato l’intento di recuperare fondi “laddove ci sono persone che sono esenti per reddito ma, in realtà, non ne avrebbero diritto”. Anche perchè la Corte dei Conti aveva puntato il dito, sulla base dei dati del 2012, contro il pagamento eccessivo dei ticket in Italia (in media 900 euro a famiglia).

LE FASCE DI REDDITO – I primi cambiamenti, se la riforma andrà velocemente in porto, dovrebbero partire già dal prossimo primo luglio. Nello specifico dovrebbe scattare il nuovo sistema per l’assegnazione della fasce di reddito per il servizio sanitario; non più tramite autocertificazione o attestazione da parte del medico curante, ma in maniera automatica sulla base delle informazioni fornite dal ministero delle Finanze. In pratica, secondo quanto risultante dalla dichiarazione dei redditi. La fascia attribuita dal Ministero non potrà essere modificata, né dal medico, né dal farmacista.

ATTENZIONE AL 1°LUGLIO – A partire dal 1° luglio entra in vigore il nuovo sistema dematerializzato della sanità, che introduce – tra altre novità – la prescrizione farmaceutica digitale.
Finora il pagamento del ticket sanitario è avvenuto tramite attestazione della fascia di reddito da parte del medico prescrittore, oppure con autocertificazione dell’assistito al momento della prenotazione. A partire dal 1° luglio la fascia di reddito di appartenenza (attribuita dal Ministero delle Finanze sulla base della dichiarazione dei redditi) comparirà in automatico sulla ricetta: non si potranno dunque effettuare modifiche o inserimenti da parte del medico o del farmacista.
Per questo motivo, potrebbe accadere che alcuni cittadini non risultassero presenti nel Sistema TS (Tessera Sanitaria), ad esempio i lavoratori dipendenti che hanno solo il Cud e non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, oppure potrebbero vedersi attribuiti automaticamente alla fascia più alta (con pagamento intero del ticket). Inoltre, non si potrà più fare l’autocertificazione della fascia di reddito, ma potrà avvenire soltanto presso gli sportelli Cup, oppure online (Pec, e-mail) o fax della azienda USL di appartenenza, attraverso la compilazione e invio di un apposito modulo regionale.

LA CHIUSURA DEI MINI OSPEDALI – Tra le misure spunta anche una stretta sugli accreditamenti: in tre anni le mini-cliniche, quelle che hanno meno di 60 posti letto, saranno cancellate dal servizio sanitario nazionale (QUI LA LISTA COMPLETA). L’unica speranza per salvarsi è allargare le strutture tramite aggregazioni tra cliniche prevedendo almeno 80 posti. Da questi limiti sarebbero fatte salve le cliniche private mono specialistiche.

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