Riforma fiscale, Ruffini: “Semplificare il sistema per rendere più facili controlli e adesioni”

(Teleborsa) – “Le priorità della riforma fiscale è doveroso lasciarle al governo e al Parlamento ma l’auspicio che faccio non tanto come direttore pro tempore dell’Agenzia delle Entrate ma come cittadino e avvocato è che servono norme semplici, di facile applicazione e possibilmente organizzate per poter garantire più facili interpretazioni e controlli per l’amministrazione e per i contribuenti una maggiore facilità di adesione”. È quanto ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini nel corso di un webinar promosso in collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti.

“Se si continua a stratificare – ha sottolineato Ruffini – è difficile costruire il senso di comunità anche perché una maggior complessità delle leggi causa una maggiore diseguaglianza tra cittadini. Partendo da questo è tutto in discesa anche se un sistema perfetto non è possibile averlo. Nella stratificazione delle norme fiscali ci si nasconde ed è molto più difficile per chi deve controllare riuscire a scovare l’evasione tra un cavillo e l’altro” Questa stratificazione – ha aggiunto – “è fonte di evasione fiscale perché mette totalmente in difficoltà l’amministrazione finanziaria. È una giungla dove bisogna discernere dov’è l’evasione”.

Per il direttore dell’Agenza dell’entrate l’auspicio è “riconoscere nel fisco un’infrastruttura che ha bisogno di investimenti in risorse umane, in risorse tecnologiche e in formazione. Biden – ha aggiunto – ha approvato piano di investimenti sull’IRS pari a circa 70 miliardi di dollari. Quella del fisco è un’infrastruttura che se funziona poi consente di decidere qualsiasi altra politica sulla scuola, sull’istruzione, sulla sanità”.

“Mi sembra molto difficile che questo governo possa portare a termine una riforma fiscale molto ampia. Ed il motivo è semplice: il governo è sostenuto dal centrosinistra e da una parte del centrodestra che hanno idee molto diverse su quale dovrebbe essere il sistema fiscale – ha sottolineato nel suo intervento al webinar Carlo Cottarelli –. Ho avuto esperienza con molti ministri delle finanze quando ero al FMI e ricordo bene cosa mi disse una volta Gordon Brown: non c’è niente di più politico delle tasse, si sono combattute guerre civili per le tasse. Poi cambiamenti a margine come l’eliminazione del salto tra primo e secondo scaglione sono invece possibili”.

Secondo Cottarelli “bisogna riprendere la spending review perché anche se si deve sostenere l’economia sprecare soldi pubblici non è mai una bella cosa. Nel Pnrr – ha aggiunto – c’è un accenno alla revisione della spesa, ma dalla seconda metà del 2024. Quest’anno avremo il livello più alto di deficit dal 1942, al netto dell’inflazione, ma – ha concluso – anche in un anno in cui è necessario sostenere l’economia bisogna ricordarsi sempre che sprecare soldi pubblici non è mai una bella cosa”.

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