Riduzione tasse, tutto rimandando al 2014. Giro di vite sull’evasione

Controlli sui paradisi fiscali e sui falsi studi di settore. Verifica online delle partite Iva

Non ci sarà alcuna riduzione della pressione fiscale. Almeno quest’anno. La doccia fredda arriva direttamente dal presidente del Consiglio. Nella conferenza stampa tenuta al termine dell’Ecofin, a Bruxelles, ha fatto sapere che per poter ridurre le tasse bisogna ancora aspettare. In pratica tutto dipenderà da buon esito della lotta all’evasione fiscale.

Il decreto sulle semplificazioni dovrebbe, comunque, contenere importanti novità anche in tema fiscale, vediamo quali sono.

Sotto osservazione chi non emette lo scontrino. Il decreto prevede che l’agenzia delle Entrate provveda ai istituire “liste selettive” nei quali saranno inseriti i contribuenti che “siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all’Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di Finanza in ordine alla violazione dell’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”.

Multe a chi esporta capitali. Chi viene “beccato” a esportare somme di denaro all’estero sarà punito con multe pari al 40% del capitale esportato.

Pignoramenti soft. I beni strumentali pignorati resteranno affidati in custodia ai titolari dell’azienda debitrice. In modo da non interrompere l’attività d’impresa.

Mano morbida per le famiglie. Allentamento delle norme sulla riscossione anche per le famiglie: il pignoramento di parte dello stipendio può avvenire solo fino a un settimo (per importi fino a 5mila euro, a un decimo fino a 2mila euro).

Piccoli debiti. “A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo ed alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento a ogni periodo d’imposta. La disposizione non si applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi a un medesimo tributo”.

Elenco clienti fornitori. Eliminata la soglia di 3mila euro dello spesometro per le comunicazioni Iva e ritorno l’elenco fornitori.

Paradisi fiscali. Diventa obbligatoria la comunicazione all’agenzia delle Entrate delle cessioni di beni e prestazioni ai paesi inseriti nella black list a fiscalità privilegiata.
Rateazione debiti tributari. L’art. 1 della bozza del decreto fiscale prevede: “Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno”. Una volta ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca “solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza”.

Partite Iva inattive. L’articolo 9 del decreto prevede la cancellazione d’ufficio delle partite Iva inattive. Il contribuente interessato avrà 30 giorni di tempo, dalla data della comunicazione dell’agenzia delle Entrate, per presentare eventuali chiarimenti. “La somma dovuta a titolo di sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività – prosegue la norma – è iscritta direttamente nei ruoli a titolo definitivo”.

Verifica online delle partite Iva. Per “contrastare le frodi in materia di Iva, l’Agenzia delle Entrate rende disponibile a chiunque, con servizio di libero accesso, la possibilità di verificare puntualmente, mediante i dati disponibili in anagrafe tributaria, la validità del numero di partita Iva”.

5 per mille. “A decorrere dall’esercizio finanziario 2012, possono partecipare al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo, abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre”. Lo prevede la bozza del dl fiscale.

Compensazione crediti Iva. Passa da 10 a 5mila euro la soglia per l’invio preventivo all’amministrazione tributaria della dichiarazione che attesti il diritto al credito Iva da porta in compensazione.

Falsi studi di settore. Il decreto introduce nuove norme per l’accertamento dei falsi studi di settore. Il provvedimento riguarda i casi di “omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti, nonché di infedele compilazione dei predetti modelli che comporti una differenza superiore al 15%, o comunque a euro 50mila, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione”. La disposizione si applica con riferimento agli accertamenti notificati a partire dalla data di entrata in vigore del decreto.

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