Redditometro e spesometro, ultime novità in vista del debutto

Mentre il redditometro sbarca su Facebook e guarda alla famiglia, lo spesometro si restringe agli acquisti in contanti superiori ai 3.600 euro

Ultimi ritocchi a quella che dovrebbe diventare (per ora il condizionale è d’obbligo) l’arma finale contro l’evasione fiscale. Un’arma a doppio taglio, per l’esattezza: da una parte il redditometro, dall’altra lo spesometro. Due strumenti ma una sola finalità: scoprire, attraverso il tenore di vita e i singoli acquisti, l’esistenza di un livello di reddito più alto di quello dichiarato.

In vista dell’entrata in vigore dei due strumenti, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha fornito alcuni dettagli operativi.

Il redditometro sbarca su Facebook

Per quello che riguarda il redditometro – il metodo di accertamento induttivo più ampio che si basa su quattro categorie di indicatori: abitazione, mezzi di trasporto, tempo libero e altre voci – le novità vengono dalla rete e in particolare dai social network, che anche per il fisco sono diventati una miniera di informazioni. E così Facebook, Twitter e gli altri social network diventano veri e propri terreni di indagine. La spinta a socializzare e il clima informale stimolano le confidenze e non è raro che un utente si lasci andare a confidenze sull’ultimo acquisto di lusso, la casa, la barca o la crociera da favola. Dietro a ogni vanteria si può nascondere un’evasione. Inoltre è molto utile – spiegano all’Agenzia delle Entrate – per localizzare chi ufficialmente risiede all’estero ma di fatto vive in Italia.

Ma anche Google Earth entra nell’elenco delle “spie”. Il famoso sistema di cartografia satellitare online si è dimostrato utilissimo nella caccia all’evasore. Ad esempio per contare il numero di barche ormeggiate nei vari yachting club della penisola o per scovare i famosi “immobili fantasma“, quelli mai dichiarati al catasto e al fisco.

Anche per il fisco la famiglia conta

Un’altra novità è la nascita della “famiglia fiscale“. Il fisco prenderà in esame non solo i beni e i redditi del singolo contribuente ma anche quelli riferibili agli altri componenti del nucleo familiare. Si terrà conto anche del luogo di residenza.

Il nuovo redditometro partirà in via sperimentale a giugno e riguarderà all’inizio 830mila famiglie.

Lo spesometro solo per gli acquisti in contanti

In vista del debutto del prossimo 1° maggio, continua anche la messa a punto dell’altro meccanismo anti-evasore, lo spesometro. Un meccanismo elementare: per tutti gli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro (Iva compresa) i clienti dovranno fornire al negoziante i propri dati anagrafici e codice fiscale e questi dovrà poi trasmetterli al fisco.

Secondo quanto annunciato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate questa comunicazione riguarderà solo i pagamenti in contanti. Rimarrebbero quindi escluse le transazioni con carta di credito, Bancomat (Pos) o altro mezzo di pagamento già tracciato. Un modo per evitare di complicare troppo la vita ai commercianti e non appesantire gli uffici tributari con comunicazioni duplicate.

Un’azione congiunta, conclude Befera, che si basa su un principio molto semplice secondo cui ogni euro speso equivale a un euro guadagnato. (A.D.M.)

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