Il nuovo redditometro scalda i motori

Lo strumento sarà più semplice e punterà sul calcolo della reale capacità di spese del contribuente

Un volto nuovo per il redditometro del futuro. Lo strumento non guarderà solo al possesso di beni o investimenti, ma misurerà la reale capacità di spesa del contribuente in relazione al reddito dichiarato al fisco. Inoltre saranno abbandonati i coefficienti, trasformandosi in uno strumento più semplice. Una specie di misuratore della capacità contributiva e della quota che l’amministrazione si spetta dal singolo soggetto che ha investito o speso somme di particolare importo.
A illustrare il progetto e i tempi che porteranno al varo entro fine anno del redditometro 2010 è lo stesso direttore Accertamento dell’agenzia delle Entrate, Luigi Magistro.

Le tappe per il varo sono quattro: 1) tavolo di discussione con le associazioni e i commercialisti al fine di avere un prototipo prima dell’estate, 2) poi ci saranno i passaggi normativi per avere un decreto; 3) la sperimentazione; 4) l’entrata in vigore. Alla fine si dovrebbe avere un redditometro, non solo più chiaro, ma anche più affidabile. «Il nuovo redditometro – spiega il direttore dell’Accertamento – dovrà poggiare su una base di elementi da considerare molto più vasta rispetto ai 6/7 attuali. Parliamo di due-tre volte di più, e sarà basata su una metodologia statistico-matematica che cercherà le relazioni esistenti tra questa enorme massa di elementi e la capacità reddituale del soggetto». Il tutto differenziandola anche sulla base della composizione del nucleo familiare. Dunque un redditometro fondato su valori reali ed elementi di spesa effettiva, e non su ipotetici valori o coefficienti.

Circa i soggetti da colpire, il quadro sembra già pronto. «Con alcune campagne di raccolta sul territorio – precisa Magistro – abbiamo riscontrato 340mila situazioni che vanno dai leasing ai centri benessere, dalle auto alle piscine, cui si aggiungono gli elementi che rileviamo dai nostri sistemi». Una massa di oltre 650mila elementi che hanno fatto accendere la spia dell’evasione su 300mila contribuenti: «Il bacino su cui quest’anno concentreremo la nostra azione di controllo», conclude Magistro.

Il nuovo redditometro scalda i motori