Redditometro, ecco quando scatta l’indagine del fisco. Alcuni esempi pratici

L'auto sportiva vi salva dall'accertamento se la usa un altro e potete dimostrarlo ma non se è il vostro unico sfizio. Questa e altre particolarità nel nuovo redditometro

Meno di due mesi alla radiografia del fisco. Da gennaio 2012 diventa operativo il nuovo redditometro con le sue sette categorie di analisi. Una griglia (o una graticola?) sulla quale verranno passati i contribuenti per capire la loro “coerenza“, ovvero se il loro tenore di vita è compatibile col reddito dichiarato. Se la discrepanza tra il reddito presunto in base ai consumi e alle proprietà (o meglio, alle disponibilità) e quello dichiarato supera il 25% per due anni di seguito scatta l’accertamento del fisco. E non illudetevi: non basta mettersi in riga dall’anno prossimo. Se avete tenuto uno stile di vita “sospetto” negli ultimi due anni non avete scampo: il redditometro analizzerà i redditi a partire del 2009 (dichiarazioni 2010).

Ma come funziona concretamente il nuovo redditometro? Ecco qualche esempio.

Auto di lusso

Secondo i calcoli dell’Agenzia delle entrate chi risulta intestatario di un veicolo con più di 21 cavalli fiscali (dai 2.080 cc di cilindrata in su) dovrebbe avere un reddito almeno di 40mila euro. Ma il redditometro guarda all’effettiva disponibilità di un bene: l’intestatario si “salva” quindi  se dimostra che l’auto è di fatto posseduta e utilizzata da un altro soggetto che invece dichiara un reddito adeguato.

L’auto inoltre è spesso un bene strumentale, cioè utilizzato per lavoro (da un professionista o imprenditore): il valore calcolato deve tener conto di questo fattore e il reddito presunto in capo all’utilizzatore in questo caso va “ridotto”.

Beni di famiglia

Un altro caso riguarda il bene intestato a un soggetto con un reddito non adeguato ma con un familiare che “può permetterselo”. E’ il caso tipico del padre che compra una casa e la intesta al figlio. E’ una delle ipotesi in cui la giustificazione al fisco risulta più facile perché gli atti di compravendita e i flussi di denaro sono facilmente dimostrabili.

Vita da ereditieri

Può accadere che il tenore di vita “esagerato” rispetto al reddito dichiarato sia dato dal fatto di avere ereditato denaro o altri beni che vengono rivenduti. In entrambi i casi il patrimonio è stato tassato alla fonte (nel caso di conto corrente col prelievo fiscale sugli interessi). Anche in questo caso dovrebbe essere facile dimostrare che non si tratta di evasione fiscale. Ma il condizionale è d’obbligo perché il fisco è molto “diffidente”, soprattutto se tra l’eredità e l’utilizzo delle somme passa molto tempo o se questo utilizzo si protrae a lungo. Anche in questo caso è consigliabile documentare tutti i movimenti e gli acquisti in relazione all’entità del patrimonio ereditato.

Il fisco è cieco

C’è da considerare, infine, che il redditometro è poco sensibile ai casi particolari, agli stili personali di vita e di consumo. Se avete, per esempio, una passione sfrenata per le auto sportive e ne avete comprato una risparmiando su tutto il resto e conducendo una vita frugale, questo non vi salverà. Il sistema registra “automaticamente” i disallineamenti e non li “compensa” con altri risparmi. (A.D.M.)

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