Reati fiscali, prima si paga poi si patteggia

Piccola rivoluzione: con la manovra d'estate il contribuente deve rimuovere l'illecito tributario

La manovra di ferragosto (legge n. 148/2011) ha introdotto la riforma dei reati tributari. Essa prevede la possibilità di beneficiare del patteggiamento a condizione sia estinta la violazione fiscale che ha causato l’illecito penale. Novità importante, perché in futuro per patteggiare, i contribuenti imputati per reati tributari devono fare ricorso all’accertamento con adesione come modalità più favorevole.

Prima della manovra d’estate era previsto che le pene previste per i delitti tributari erano diminuite fino alla metà e non si applicavano le pene accessorie previste se, prima dell’apertura del processo di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti fossero estinti mediante pagamento, anche se a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all’accertamento previste dalle norme tributarie.
Le modifiche prevedono che la diminuzione delle pene, estinto il debito tributario, sia di un terzo e non più delle metà. Ma se il contribuente vuole ottenere il patteggiamento deve obbligatoriamente estinguere il debito in particolare è necessario:
1) estinguere il debito tributario che rappresenta il delitto, ricorrendo anche a procedure conciliative;
2) corrispondere le sanzioni tributarie.

Reati fiscali, prima si paga poi si patteggia
Reati fiscali, prima si paga poi si patteggia