Pagato il canone Rai? Ecco come non pagarlo (legalmente) in futuro

L'unico percorso legale per non pagare il balzello è effettuare la disdetta

Il 31 gennaio è scaduto il temione per pagare il canone Rai per la televisione pubblica. Come ogni anno, infatti, sullo scadenziario fiscale è arrivato puntuale l’appuntamento con la tassa sul sistema radiotv, richiesta a milioni di famiglie e quest’anno arrivata a quota 113,50 euro. Ma non tutti sono obbligati a versare la quota richiesta dal servizio pubblico. Inoltre disdire il canone Rai è possibile. Infatti la legge prevede alcune ipotesi in cui l’utente/contribuente può evitare di pagare il tributo all’erario. Smentita la bufala girata in rete qualche settimana fa sulla sentenza UE contro il canone Rai, Vediamo in quali casi e che tipo di procedura va seguita per non pagarlo realmente.
 
GLI ESENTATI – Tra le fasce esenti dal pagamento rientrano gli anziani over 75, con reddito al di sotto dei 517 euro al mese. Per chiedere di essere inclusi tra i soggetti non obbligati al pagamento, in questo caso, sarà sufficiente entrare nel sito dell’Agenzia delle Entrate, scaricare l’apposito modulo e spedirlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:
Agenzia delle Entrate,
Ufficio Torino 1 – SAT Sportello Abbonamenti Tv
Casella Postale 22
10121 Torino
 
I NON POSSESSORI DI APPARECCHIO TV – Il modo migliore per accaparrarsi il diritto a non pagare il canone tv è semplicemente quello di rinunciare al possesso di un apparecchio televisivo. A questo proposito va ricordato il comunicato Rai del febbraio 2012, che specificava come il possesso di un personal computer o di uno smartphone non renda, di per sé, necessario il versamento del canone. E’ ancora l’apparecchio tv a rendere obbligatorio il pagamento. Per chi ha ancora un apparecchio in salotto ma non intende pagare il canone, l’unica via è quella di spedire un vaglia di 5,16 euro, inviando una lettera con cui si richiede di bloccare la propria tv allo stesso indirizzo riportato sopra a cui si chiede l’esenzione.
 
LA DISDETTA – Può succedere che si colga l’occasione di un guasto all’apparecchio per liberarsi della Tv. Occorre allora richiedere il “suggellamento” dell’apparecchio. Questa operazione comporta anche il versamento di 5,16 euro (le vecchie 10.000 lire) con un vaglia postale (attenzione: vaglia, non conto corrente) allo stesso indirizzo sopra riportato. Potete poi procedere in due modi:
– se non avete il libretto di abbonamento, indicate nel vaglia la seguente causale: “per disdetta dell’abbonamento n. …. e conseguente richiesta di suggellamento” e spedite la ricevuta con raccomandata a.r. assieme alla lettera di disdetta;
– se avete il libretto di abbonamento, compilate la cartolina D (o B nei libretti più recenti) con l’intestazione “Denuncia di cessazione dell’abbonamento Tv”, barrando la casella 2 (richiesta di suggellamento) e riportando negli spazi bianchi il numero del vaglia e la data del versamento (oppure allegando la ricevuta del vaglia). Spedite sempre con raccomandata a.r.
Conservate sempre una fotocopia fronte/retro della cartolina o della lettera di disdetta, più la ricevuta del vaglia per l’utente.
In risposta a questa richiesta, potreste ricevere, in teoria, la visita di un funzionario Rai che infilerà il vostro televisore in un sacco e lo chiuderà con un inviolabile sigillo del Ministero, lasciandovi in soggiorno un singolare e ingombrante soprammobile. Ma state tranquilli, il rischio che ciò accada è molto remoto: la procedura di suggellamento infatti non viene mai messa in atto nella pratica.
Se il televisore viene venduto o rubato occorre inviare una lettera di disdetta dell’abbonamento Rai per raccomandata a.r. (con avviso di ricevimento) al solito indirizzo:
Agenzia delle Entrate – 1° Ufficio di Torino
S.A.T – Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22 – 10121 Torino
 
Allo stesso modo, è possibile mandare una disdetta in caso di furto, di vendita o di regalo della televisione. Peccato, però, che in questo caso il limite per il canone 2014 scadesse lo scorso 31 dicembre. Si potrà, comunque, chiedere l’esenzione per il 2015.
Chi non paga è soggetto a una sanzione amministrativa, che in questo caso può arrivare a 620 euro. Se si tratta di una scelta ideologica e siete disposti a condurre la vostra battaglia privata contro il canone, potreste anche avventurarvi in un lungo contenzioso con il fisco.

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