Scontrino, obbligatorio solo per il venditore

Dal 2003 non è più punito il cliente che ne è sprovvisto. Ma per i commercianti niente più esenzioni


Alzi la mano chi non è uscito almeno una volta da un bar senza lo scontrino per il caffè appena bevuto. O, peggio, chi di fronte alla proposta ammiccante del meccanico o del geometra – “sarebbero 600 euro, facciamo 500 se non vuole la fattura” – non ha optato per la cifra più bassa. L’evasione fiscale, si stima, sottrae al fisco una cifra che sarebbe sufficiente a far funzionare tutto il sistema sanitario nazionale. Non c’è governo che non abbia tuonato e promesso giri di vite contro questo colossale vizio italico. Tutti saremmo favorevoli a esporre sulla pubblica piazza i grandi evasori, eppure tutti siamo stati almeno una volta nella nostra vita di consumatori e utenti disposti a chiudere un occhio e a cogliere i vantaggi diretti dell’evasione spicciola e diffusa.

Multe solo al commerciante

Fino a qualche tempo fa, la mancata richiesta di scontrini e ricevute, oltre che sotto il profilo “morale”, era sanzionabile anche sotto quello amministrativo, con una multa che andava da 51 a 1.032 euro. Ma forse molti non sanno che nell’ottobre 2003 questa sanzione è stata abrogata. Pertanto attualmente il cliente distratto o compiacente non rischia più nulla. Un altro ipotetico deterrente contro l’evasione è scomparso?

Rimane naturalmente la punibilità del commerciante. Per il mancato rilascio dello scontrino o della fattura, o anche per l’emissione con un importo inferiore a quello realmente incassato, è prevista una sanzione pari all’Iva evasa, cioè quella corrispondente all’imponibile non registrato. Questa cifra non può comunque essere inferiore a 516 euro.

Scaduti gli esoneri

L’obbligo dello scontrino rimane anche per chi aderisce al regime della cosiddetta programmazione fiscale per il triennio 2006-2008, cioè la riedizione riveduta e corretta del vecchio concordato preventivo, scaduto nel 2005. Questa norma prevedeva – ma solo per il biennio 2003-2004 – l’esonero dall’obbligo di rilascio dello scontrino fiscale come una sorta di contropartita per un accordo col Fisco: il contribuente si impegnava a dichiarare un certo livello di reddito in cambio di una tassazione agevolata e di alcune limitazioni al potere di accertamento. Decaduta questa norma, e non più reintrodotta nella nuova programmazione fiscale, ora lo scontrino è un “must” per tutti. (ADM)

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