Quanto guadagna l’ex? I dati del Fisco non sono più un segreto

I dati bancari dei partner sono disponibili. Mai più reticenze su redditi e patrimoni

Non è un’istigazione al voyeurismo finanziario ma una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha consentito l’accesso all’Anagrafe dei conti correnti da parte del coniuge, per superare eventuali reticenze sulle rispettive disponibilità economiche.

La trasparenza amministrativa in questo caso non ha per finalità la lotta all’evasione, ma l’acquisizione di informazioni da utilizzare in giudizio, anche ad esempio contro i propri debitori in cause per il recupero del credito.

L’anagrafe dei conti si apre in questo modo ai cittadini che potranno così conoscere i valori dei saldi a inizio e a fine anno, la somma degli accrediti e degli addebiti, i movimenti delle carte di credito e di debito, conti deposito titoli, numero delle operazioni extra-conto, certificati di deposito, gestioni patrimoniali, buoni fruttiferi, contratti derivati e perfino acquisti o vendite di oro e metalli preziosi. In pratica tutto ciò che le banche sono tenute a comunicare al Fisco con l’avvento della nuova normativa.

Ma attenzione, dal momento che le comunicazioni delle banche all’anagrafe tributaria sono atti interni, con una specifica rilevanza giuridica e non mere informazioni, il Consiglio di Stato ha voluto mettere un paletto. I giudici di Palazzo Spada hanno infatti stabilito che l’accesso avvenga in forma attenuata: è possibile infatti solo prendere visione dei dati ma non copiarli né stamparli.

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