Le province aumentano le loro tasse. Rincari su Rc auto e passaggi di proprietà

Sono sempre di più le amministrazioni che spingono al massimo il prelievo sulla polizza auto. Aumenta anche la tariffa per l'iscrizione al Pra

Ma le province non dovevano sparire? Sarà anche una domanda da “uomo della strada” ma di fronte alla notizia che le amministrazioni provinciali stanno aumentando tutte le tasse di loro competenza, viene spontanea a molti. Perché nella stangata fiscale 2012 non c’è solo la tanto temuta Imu. Anche gli altri enti locali fanno la loro parte, soprattutto dopo l’entrata in vigore del cosiddetto federalismo fiscale. Le province, ad esempio, prelevano tributi dalla polizza Rc auto, dai passaggi di proprietà e tutte le altre annotazioni sul Pra, il pubblico registro automobilistico, e dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tre leve fiscali che ora vengono azionate per compensare i tagli dei trasferimenti dallo Stato centrale.

Crescono i tre tributi provinciali

Due importanti funzioni istituzionali delle province riguardano la viabilità e i trasporti e la gestione dei rifiuti. Di conseguenza una grossa fetta del loro gettito fiscale gestito viene da questi settori. Per la precisione:

  Addizionale sulla rc auto: l’imposta base è al 12,5% sul premio ma dallo scorso anno le province possono aumentarla di 3,5 punti percentuali, quindi fino a un massimo del 16%.

  Imposta provinciale di trascrizione (Ipt): riguarda tutte le trascrizioni, nuove iscrizioni e annotazioni sul Pra e ora le province possono aumentare le tariffe fissate fino al 30%.

  Tributo ambientale: anche questa imposta provinciale, che riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, può aumentare di una percentuale variabile tra l’1 e il 5%.

Sicuramente dei tre prelievi il più rilevante, sia per i contribuenti che per le casse provinciali, è quello che incide sulla Rc auto. Non è un caso infatti che due province su tre, come rileva Il Sole 24 Ore, abbiano già portato il prelievo all’aliquota massima del 16%. Alcuni lo avevano già fatto l’anno scorso (tra cui, per rimanere ai maggiori centri, la provincia di Milano, Bologna e Venezia) e una lunga schiera si è aggiunta quest’anno (tra cui Torino, Napoli, Palermo).

Rimangono ancora all’aliquota base del 12% 19 province tra cui quella di Roma. E poi ci sono tre eccezioni rilevanti, province che addirittura riducono l’aliquota: Firenze, che la taglia di un punto e mezzo portandola  all’11,5% e Trento e Bolzano che addirittura la riducono di 3,5 punti abbattendola al 9% (ma in quest’ultimo caso sono agevolate dal regime fiscale che deriva loro dallo statuto speciale).

“Abbiamo dovuto fronteggiare – dichiara al Sole 24 Ore Antonio Rosati, assessore al Bilancio della Provincia di Roma ed esponente dell’Upi, l’Unione delle province italiane – la drastica riduzione riduzione dei trasferimenti statali, 1,5 miliardi in meno tre anni. Gli aumenti servono a far quadrare i conti”.

Le province aumentano le loro tasse. Rincari su Rc auto e passaggi di proprietà
Le province aumentano le loro tasse. Rincari su Rc auto e passaggi di&...