Premio di produttività, stangata fiscale in busta paga

Il premio di produttività sarà tassato con l'aliquota ordinaria senza alcun sconto fiscale

Nel 2015 i lavoratori più bravi rischiano di non essere premiati a causa del Fisco. Non è ancora arrivato infatti il decreto che da il via libera alla detassazione Irpef sui premi di risultato. Vediamo quindi come verrà decurtata la busta paga.

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Nel 2014 i premi di produttività, ovvero legati al buon risultato dell’azienda, beneficiavano di una tassazione agevolata. Sconto che ad oggi non è confermato, con un sensibile impatto negativo sulle tasche dei lavoratori. Perché, se nel 2014 si applicava un’aliquota del 10%, quest’anno l’imposta sarà quella ordinaria. Il calcolo della sforbiciata che attende le buste paga è semplice da fare. Nel caso di un reddito di 28mila euro e 3.000 euro di premio, resterà in tasca 1.860 euro (si applica l’aliquota del 38%) contro i 2.700 del 2014 (aliquota fissa del 10%). (Continua sotto)

In media, secondo una stima della Uil Toscana, il reddito del lavoratore subirà una perdita media di circa 1.500 euro. A meno che il governo non promulghi il decreto necessario in modo che i premi di risultato non siano nuovamente detassati, come previsto nella legge di stabilità del 2012.

Certo il tempo stringe, visto che solitamente le somme a premio sono erogate nelle buste paga di giugno o luglio. Lo scorso anno il decreto, che prese la forma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, fu pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 aprile. Il ritardo è preoccupante e non lascia presagire buone notizie.

Nel 2014 il limite di reddito per beneficare del super sconto era di 40mila euro, dunque comprendeva un’ampia platea di dipendenti. L’importo massimo della retribuzione di produttività agevolabile fissato a 3.000 euro, su cui veniva applicata un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle varie imposte regionali e comunali, pari al 10%.

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