Patrimoniale in arrivo per sbloccare la voluntary disclosure

Avanza l'ipotesi di una semplificazione con l'obiettivo di recuperare 5 miliardi di gettito

L’avvicinarsi del termine per la nuova legge di Stabilità – che richiede consistenti voci di gettito – e la necessità di fare uscire dall’impasse in cui è finito il progetto di voluntary disclosure, portano il governo a ricalibrare in senso maggiormente pragmatico il progetto di collaborazione volontaria sul rietro di capitali deteneuti all’estero. Fare cassa con la voluntary disclosure attuale appare sempre più arduo, così si fa strada l’ipotesi di ripensarla tramite l’aggiustamento di uno sconto sulle imposte, una sorta di patrimoniale sui beni all’estero.

PREVISIONI – Secondo diversi studi e calcoli in merito, uno sconto sulle imposte potrebbe ‘spingere’ a rientrare in Italia circa 15 miliardi di euro con un’aliquota media del 30%. Obiettivo del governo sarebbe dunque arrivare a circa 5 miliardi da scrivere fra le voci in entrata.

BINARIO MORTO – Al momento in Parlamento il progetto voluntary disclosure risulta fermo su un binario morto, sospeso fra la volontà della maggioranza parlamentare di trovare il modo di creare gettito senza però tendere troppo ad un provvedimento dal sapore condonistico e la terndenza a seguire le linee Ocse in tema di regolarizzazione di capitali detenuti all’estero, linee che prevedono sconti anche consistenti per quanto concerne le sanzioni ma non sul carico impositivo da versare allo Stato al momento del rimpatrio.

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AUTORICICLAGGIO –
Inoltre sul provvedimento grava ancora l’incertezza relativa al reato di autoriciclaggio (il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, compiuto dalla stessa persona che ha ottenuto tale denaro in maniera illecita). Per ora il Governo italiano chiede tempo per riuscire ad adeguare il disegno di legge sull’autoriciclaggio, approvato lo scorso 29 agosto dal Consiglio dei ministri, nel decreto Criminalità. Praticamente, si necessita la costruzione di una sorta di “ponte” che congiunga due distinti provvedimenti e due distinte norme sullo stesso argomento. L’introduzione dell’autoriciclaggio andrebbe a colmare un’anomalia del codice penale italiano recependo una raccomandazione dell’Ocse. Chi commettesse reati presupposti come evasione fiscale, false fatture, spaccio di stupefacenti non potrebbe più eludere la contestazione di riciclaggio.

CALENDARIO –  Tutto dovrebbe essere pronto per permettere ai contribuenti che desiderano mettersi in regola per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2013, di farlo entro settembre 2015. Ma per sapere se questa tanto sofferta specie di sanatoria risulti davvero attrattiva per gli evasori pentiti, bisognerà aspettare di vederne il gettito fra qualche anno.
 

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