Partite Iva non utilizzate: 129 euro per chiuderle

Entro il 4 ottobre si può regolarizzare versando una somma pari al 25% della sanzione minima

La manovra correttiva prevede la chiusura d’ufficio per circa due milioni di partite Iva non utilizzate. Per non subire pesanti sanzioni è necessario pagare un’apposita tassa di chiusura entro il 4 ottobre.
Sono interessati i titolari di partita Iva che non presentano la dichiarazione da almeno tre anni, oppure non svolgono più l’attività. In questo caso c’è l’obbligo di presentare la dichiarazione di cessazione entro 30 giorni. Anche se prima della manovra di fatto questa disposizione era di fatto disattesa.

Da oggi, invece, viene fatta pulizia anche per concentrare gli accertamenti sulle partite Iva realmente attive.
Per mettersi in regola basta pagare 129 euro, somma che equivale al 25% della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente. Il versamento deve essere effettuato spontaneamente con il modello F24 indicando il codice tributo 8110, la partita Iva da chiudere e l’anno di cessazione dell’attività.
Attenzione, però: la norma di favore si applica solo a condizione che la violazione non sia stata già contestata con un atto notificato dall’Agenzia delle entrate.
Chi no si mette in regola rischia una sanzione fino a 2.065 euro.

Partite Iva non utilizzate: 129 euro per chiuderle