Partite Iva, Renzi ammette: “Abbiamo sbagliato, tassazione da rivedere”

Intanto sono partiti i controlli a tappeto sulle cosiddette "false partite Iva"

L’aumento dal 5 al 15% della tassazione agevolata (dei minimi) sulle partite Iva è stato "l’autogol più clamoroso" fatto finora dal governo. A dirlo è il premier Matteo Renzi, rispondendo a una domanda rivoltagli durante la trasmissione tv ‘Le invasioni barbariche’ su La7.

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MEA CULPA – Nella Legge di stabilità, sulle partite Iva, ho fatto un errore. Ma adesso recuperiamo”, ha detto il presidente del Consiglio. Il riferimento è appunto alla nuova imposta sostitutiva – triplicata – in vigore dall’1 gennaio per i freelance, che già, per effetto della riforma Fornero, si sono visiti aumentare dal 27,72% al 29,72% l’aliquota contributiva della gestione separata Inps. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, durante il question time di mercoledì alla Camera, ha confermato che l’esecutivo è intenzionato "ad intervenire immediatamente per modificare la situazione che si è determinata in un senso diverso di quello che il governo avrebbe voluto". Per quanto riguarda l’impatto fiscale "sarà il competente ministero dell’Economia che dovrà predisporre opportune modifiche", mentre in merito agli aspetti previdenziali "confermo e mi impegno ad adottare i necessari interventi. Posso anticipare la mia intenzione di incontrare le associazioni e le figure professionali interessati da questo provvedimento nei prossimi giorni in modo da superare i profili critici".

SOLUZIONI – Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera e deputato Pd. ha suggerito una possibile soluzione: "Appoggiare l’emendamento che il Pd presenterà al Milleproroghe e che prevede il blocco al 27% del previsto aumento dei contributi previdenziali delle partite Iva appartenenti alla Gestione separata dell’Inps".

FALSE PARTITE IVA, AL VIA I CONTROLLI – Intanto dal 1° gennaio sono scattati i controlli atti a "smantellare" tutte quelle fattispecie contrattuali che determinan o le cosiddette "false partite Iva". La riforma del lavoro targata Fornero ha indicato degli indici presuntivi la cui sussistenza (di almeno due) comporta la presunzione di subordinazione e quindi la falsa partita IVA, costringendo così il datore a trasformare il contratto di lavoro da falso autonomo in subordinato. In particolare, ai sensi della legge n. 92/2012,i titolari di partita Iva si presumono collaboratori a progetto se:
– la collaborazione “fittizia” dura più di 8 mesi nell’arco di un anno;
– dal rapporto il collaboratore si ricava più dell’80% del corrispettivo verso un unico committente;
– il collaboratore possiede una postazione “fissa” presso il committente (in un certo senso il collaboratore dovrà avere la sua postazione fissa nell’ufficio, con la sua scrivania).

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