Parte il redditometro “preventivo”, lettere di avviso ai contribuenti sospetti

Attenti, il fisco vi guarda. E ve lo dice con una lettera di avviso. Che sta per arrivare a tutti quelli che spendono molto di più di quello che dichiarano

Evasore avvisato, mezzo salvato. Sembra questa la logica che sta sotto quella che potrebbe essere la prossima mossa del fisco nella sua (interminabile) caccia alle imposte non pagate. In vista delle imminenti dichiarazioni dei redditi è allo studio una manovra “deterrente”: ai contribuenti “sensibili” al redditometro, cioè quelli che presentano una differenza sensibile tra le spese effettuate e i redditi dichiarati, l’Agenzia delle Entrate invierà delle comunicazioni che avranno, per il momento, l’unico scopo di avvisare che il fisco ha notato l’anomalia. Come dire: vi teniamo d’occhio nel prossimo futuro…

Un intervento di questo tipo ha già dato qualche risultato per gli studi di settore: da alcuni anni, infatti, ai contribuenti che presentano rilevanti anomalie rispetto ai dati di Gerico – il software per il calcolo della congruità dei redditi di imprese e lavoratori autonomi rispetto agli standard delle rispettive categorie – vengono inviate delle lettere di avviso. Pare che l’operazione abbia dato risultati incoraggianti nella dissuasione di comportamenti poco corretti. Il fisco spera che lo stesso effetto lo producano anche le più allargate comunicazioni sul redditometro.

Differenze percentuali e assolute

Non sono pochi i soggetti che presentano differenze sostanziose tra le spese ricostruite dall’amministrazione finanziaria e i redditi dichiarati. Nella individuazione dei contribuenti da “allertare” però occorre tenere presente due parametri: lo scostamento percentuale e quello assoluto. Fare riferimento solo al primo rischia di disperdere molte energie a caccia di redditi modesti. In altri termini, una forbice del 400% è molto ampia (significa che le spese superano di tre volte i redditi dichiarati) ma se il rapporto è, ad esempio, tra 3.000 euro dichiarati e 12.000 euro spesi, è subito evidente che non si tratta di un grande evasore.

Nelle intenzioni dell’Agenzia delle Entrate, il tono della comunicazione dovrebbe essere “soft” per tentare di persuadere il contribuente a un comportamento corretto. L’effetto, peraltro, potrebbe anche essere “retroattivo“, cioè indurre il contribuente “pizzicato” a regolarizzare le posizioni degli anni precedenti tramite il ravvedimento operoso, che può essere effettuato a partire dai redditi del 2009, primo anno del nuovo redditometro e del nuovo spesometro (quest’ultimo finora riservato solo alle aziende ma dal prossimo 1° luglio esteso anche a tutti i contribuenti privati). (A.D.M.)

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