Manovra d’estate, stretta sui paradisi fiscali

Linea dura contro la fuga di capitali offshore

Una parte del gettito che dovrà rimpinguare le casse dell’Erario, sulla base di quanto stabilito dal nuovo decreto legge, sarà ricavata da una stretta sui paradisi fiscali
Manca il testo ufficiale, ma è certo, secondo il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che un occhio di riguardo verrà rivolto ai capitali di cittadini residenti in Italia che transitano surrettiziamente all’estero, eludendo così la legislazione fiscale italiana. La ratio delle nuove norme è riscontrabile direttamente nelle parole del numero uno di Viale XX Settembre durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra d’estate: “Chi porta capitali all’estero rimane cittadino italiano e quindi deve corrispondere le tasse secondo le regole nazionali. A meno che non si sia effettivamente residenti all’estero. Il nuovo meccanismoha spiegato Tremonti è contenuto nella manovra. Basta quindi, con la ricerca da parte dell’Amministrazione finanziaria di coloro che esportano ricchezze in paesi a regime fiscale agevolato. Questi cittadini “restano italiani. Vale la presunzione generale ha spiegato il ministro che gli italiani residenti nei paradisi fiscali sono fiscalmente italiani, con rovesciamento dell’onere della prova. È l’uovo di Colombo”.

Ma che cos’è in realtà un paradiso fiscale?  In generale, il termine «paradiso fiscale» si riferisce a quegli Stati o territori che non prevedono un’imposizione fiscale sui redditi delle persone fisiche o giuridiche, oppure che assoggettano questi redditi ad una imposizione particolarmente «allegra». Rientrano nella black list: Anguilla, MontecarloIsole Vergini Britanniche, Turks&Caicos, Mauritius, Grenadine, Antigua e Barbuda, Antille Olandesi, Cipro, Panama, San Marino, Seychelles.

Si tratta di giurisdizioni che accordano privilegi tributari molto più estesi rispetto alla generalità degli altri Stati. In queste “oasi finanziarie” il segreto bancario viene rigidamente tutelato e gli istituti di credito garantiscono alla clientela l’anonimato totale. L’esecuzione di accertamenti bancari o patrimoniali è limitata a casi di assoluta necessità; le operazioni valutarie e finanziarie possono avvenire in modo rapido e con transazioni dai costi quasi inesistenti. L’irrisorietà di imposizioni fiscali sulle persone fisiche e giuridiche rende molto vantaggiosi i depositi monetari, gli investimenti o i traffici di valuta. L’assistenza giudiziaria a eventuali commissioni rogatorie estere non viene assicurata da accordi internazionali, nonostante sussistano trattati contro le doppie imposizioni.

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