Panama Papers, ecco i nomi degli altri italiani coinvolti

L’Espresso anticipa il secondo elenco di italiani per cui lo studio Mossack Fonseca avrebbe costituito società off shore

Spunta una lista di altri 100 nomi di imprenditori italiani con i soldi offshore nella lista dei Panama Papers. Tra questi, quelli di Flavio Briatore, Silvio Berlusconi, Emanuela Barilla, Adriano Galliani e Stefano Pessina. Come i precedenti, le rivelazioni provengono dall’immenso database dello studio legale Mossack Fonseca, oggetto di una fuga di notizie diffusa al pubblico da un consorzio internazionale di giornalisti.

ALTRI CENTO NOMI – Nel secondo elenco spunterebbero l’imprenditrice Emanuela Barilla, erede del noto marchio alimentare, e Stefano Pessina, “uno dei manager più influenti dell’industria farmaceutica mondiale”, uno degli uomini più ricchi d’Italia (il terzo, stando alla classifica di Forbes del 2014). Insignito dal presidente Napolitano del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, il nome della società offshore che Pessina controlla assieme alla compagna è quantomeno curioso: Farniente holding.

Nel database panamense, inoltre, come riportato da L’Espresso, ci sarebbero decine di documenti intestati alla Sport Image international, società offshore della galassia di Silvio Berlusconi fondata nel 1989, di cui come amministratori risultano Adriano Galliani e altri due manager Fininvest dell’epoca. Smentite o precisazioni sono arrivate dai loro avvocati, come anche Flavio Briatore ha affermato che le sue società hanno sempre operato nel rispetto delle leggi. Briatore è accostato alla società Struie, creata dall’avvocato inglese David Mills, e utilizzata in passato anche da Berlusconi.

BRIATORE: STUFO DI ESSERE TIRATO IN BALLO – Su Instagram il manager ha pubblicato uno screenshot di un comunicato stampa nel quale precisa di “legittimamente con società in tutto il mondo che pagano le tasse nei paesi in cui gestiscono gli affari”. E ancora: “Sono stufo – ha scritto – di essere tirato in ballo ogni volta che si parla di evasione! Le attività italiane pagano il dovuto in Italia e le altre società pagano nei paesi dove risiedono”. In un’intervista a Repubblica: “È molto semplice: io sono residente all’estero. Con il fisco italiano non ho nulla a che vedere se non per le mie aziende che lavorano lì e pagano regolarmente le tasse. Succede così in Italia come in Messico o a Dubai”.

FISCO AL LAVORO – La direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi in un’intervista al Messaggero ha dichiarato: “Tutta l’amministrazione finanziaria sta lavorando con vari canali, sotto la guida del ministro Padoan, per utilizzare al meglio queste informazioni. Ci sono anche Procure che si sono attivate quindi tra qualche mese potremo dire quali sono gli esiti. Per ora si può immaginare che alcuni di questi soggetti abbiano aderito alla voluntary disclosure”.

CADE UN’ALTRA TESTA – Dopo le dimissioni del premier islandese, anche il ministro dell’Industria spagnolo José Manuel Soria Lopez lascia l’incarico in seguito allo scandalo Panama Papers. Soria si è dimesso anche dalla carica di deputato e presidente del Partito Popolare delle Canarie.

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