Otto x mille 2014, chi e come si spartisce l’obolo milionario

Due nuovi beneficiari concorrono alla spartizione dell'8 per mille. Un sistema controverso: solo il 37% della popolazione esprime una scelta a favore della Chiesa cattolica, ma a questa viene destinato sull'82% dei fondi totali

Due "new entry" si inseriscono quest’anno tra i soggetti beneficiari, in lizza per l’8 per mille. Dal 2014 infatti è possibile destinare la propria quota Irpef riservata allo Stato, o alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge, anche all’Unione Buddista Italiana e all’Unione Induista Italiana.

8 PER MILLE, UN OBOLO MILIONARIO
L’8 per mille è la percentuale di Irpef che ogni contribuente può scegliere di devolvere allo Stato per "scopi di interesse sociale o di carattere umanitario" oppure a una ristretta rosa di confessioni religiose con le quali lo Stato stesso ha firmato specifiche intese e che quest’anno si arricchisce di nuovi soggetti beneficiari.
E’ importante ricordare che:
• l’8 per mille – come anche il 5 per mille, la forma di finanziamento analoga per il non profit, lo sport e le ricerca – è la "destinazione" di una quota delle tasse già dovute. Ciò significa che esprimere una scelta non comporta una maggiorazione delle imposte e non esprimerla non fa risparmiare sulle tasse;
• le due scelte non sono alternative tra loro e possono essere espresse entrambe.Ecco l’elenco completo dei possibili destinatari:

 Ecco l’elenco completo dei beneficiari per la dichiarazione dei redditi 2014

• Stato
• Chiesa Cattolica
• Chiesa Valdese
• Chiesa Evangelica Luterana
• Chiesa Apostolica in Italia (Pentecostali)
• Unione Buddista italiana

• Unione Cristiana Evangelica Battista
• Unione delle Chiese Avventiste del 7° giorno
• Unione delle Comunità ebraiche in Italia
• Sacra Arcidiocesi Ortodossa
• Assemblee di Dio in Italia
• Unione Induista italiana

 COME SI DESTINA L’8 PER MILLE
La scelta viene effettuata apponendo la propria firma in corrispondenza dell’apposito riquadro sulla scheda presente in tutti i modelli di dichiarazione: è ammessa la scelta per una sola istituzione. La scheda va presentata integralmente anche nel caso in cui sia stata fatta soltanto una delle due scelte. Anche chi è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione può effettuare la scelta utilizzando la scheda allegata al Cud.

LA MINORANZA DECIDE PER LA MAGGIORANZA
Da quando è stato introdotto, con il Concordato del 1984, il meccanismo di ripartizione dell’8 per mille ha suscitato molte polemiche. Il punto controverso è questo: la quota dei contribuenti che non hanno firmato, e che quindi risulta non attribuita, viene suddivisa tra gli organismi destinatari secondo la proporzione risultante dalle scelte espresse. In altre parole il contribuente, con la sua firma, non sceglie solo a chi destinare l’8 per mille delle sue imposte, ma vota – spesso senza saperlo – per la ripartizione della stessa quota dell’Irpef di tutti i cittadini.

Un meccanismo che avvantaggia chi ha avuto la maggiore quota di preferenze cioè la Chiesa cattolica, che riceve circa l’80% delle preferenze del 40% dei contribuenti che esprime una scelta. Di conseguenza la Chiesa cattolica, indicata da circa il 36% dei contribuenti totali, riceve più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è sfiora 1 miliardo di euro.

Per chiarire il meccanismo è opportuno avvalersi di un esempio pratico, proposto dalla Uaar, utilizzando i dati relativi ai redditi dell’anno 2000, dichiarati nel 2001.

Importo complessivo dell’8 per mille

€ 897.077.477

Contribuenti che hanno espresso la scelta

39,62%

Contribuenti che non hanno espresso la scelta

60,38%

Gettito IRPEF corrispondente alle scelte espresse

€ 355.422.084

Gettito IRPEF corrispondente alle scelte non espresse

€ 541.655.363

 

A questo punto si prende il totale dell’8 per mille non optato (pari, come si è visto, a cinquecento milioni di euro abbondanti) e lo si ripartisce tra i sette beneficiarî, nelle stesse percentuali risultanti dalle scelte di chi ha esercitato l’opzione: alla Chiesa Cattolica, quindi, andrà l’87,25% di quell’importo, allo Stato il 10,28%, e così via…

Ed ecco il risultato:

Beneficiario Fondi derivanti da scelte espresse Fondi derivanti da scelte non espresse
Chiesa Cattolica

310.105.768

472.594.304

Stato

36.537.390

63.644.505

Valdesi

4.513.860

0

Comunità Ebraiche

1.492.773

2.274.953

Luterani

1.101.808

1.679.132

Avventisti

959.640

1.462.469

Assemblee di Dio

710.844

0

TOTALE

355.422.084

541.655.363

Dal momento che il numero di contribuenti che non esercitano l’opzione è di gran lunga superiore al numero di coloro che optano, i beneficiarî percepiscono la maggior parte dei fondi non da chi ha voluto destinarglieli, ma da coloro che non hanno espresso alcuna intenzione in tal senso. Alcune confessioni (Assemblee di Dio e Valdesi), più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore. 

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