Omessa fatturazione 2016: sanzioni e termini di prescrizione

L'omessa fatturazione da parte del soggetto giuridicamente obbligato costituisce, nel nostro ordinamento, un illecito che prevede sanzioni variabili in base alla tipologia dell'omissione

In Italia, l’omessa fatturazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative a carico della persona obbligata all’emissione. Il tipo e l’entità delle sanzioni cambiano a seconda che l’operazione imponibile sia o meno soggetta ad IVA. Ci sono differenze di disciplina rispetto all’omissione di scontrini, ricevute fiscali e documenti di trasporto. A fatturazione e registrazione mancanti sono equiparate quelle tardive in quanto avvenute oltre i 15 giorni dal pagamento, salvo regolarizzazione ai sensi di legge. Ecco il quadro normativo del 2016, completo dei termini di prescrizione dei reati tributari.

L’obbligo delle fatture grava sui titolari di partita IVA (professionisti), salvo casi in cui ricade sul committente (autofatturazione), a meno che essi non rientrino nelle categorie tenute ad emettere scontrini o ricevute fiscali. L’omessa fatturazione relativa ad operazioni soggette ad IVA comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che va dal 100% al 200% dell’imposta evasa sull’imponibile non dichiarato, con un minimo di 516 euro. La stessa sanzione è prevista per le ipotesi di mancata registrazione e di sottofatturazione.

Per l’omessa fatturazione o registrazione di operazioni non imponibili, è applicata una sanzione amministrativa solo se l’omissione rileva ai fini del reddito. L’importo, che va dal 5% al 10% con un minimo di 516 euro, è commisurato alla somma non fatturata. Le operazioni non imponibili sono quelle esenti e quelle non soggette ad IVA . Le prime sono quelle non assoggettate all’imposta per previsione normativa (esercizio del lotto), mentre le seconde riguardano le esportazioni di beni e servizi per cui l’IVA viene pagata nello stato di destinazione. La fatturazione e registrazione di queste ultime hanno la funzione di consentire la detrazione d’imposta sugli acquisti.

In caso di più omissioni nello stesso periodo d’imposta, la sanzione è pari a quella prescritta per la più grave, aumentata dal quarto al doppio. Se le violazioni rilevano anche al fine di altri tributi, si prende come base la sanzione più elevata che viene aumentata di un quinto. Se le mancate fatturazioni riguardano periodi d’imposta diversi, la sanzione è equivalente a quella per l’omissione più grave incrementata di un quinto. La Legge di stabilità 2016 ha allungato il termine per gli accertamenti fiscali per l’IVA e per l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, cioè l’IRPEF, da 4 a 5 anni, con scadenza il 31 dicembre del quinto anno successivo all’ultima data utile per la dichiarazione. Sono salvi i tempi di prescrizione dei reati tributari, corrispondenti al massimo delle pene edittali.

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