Ocse, salari bassi e sempre più tassati

La pressione fiscale non accenna a diminuire. Stipendi decurtati dalle tasse

L’Italia scala la classifica del peso delle tasse sui salari. Il cosiddetto cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, in Italia è al 46,9%. Lo rileva l’Ocse nel rapporto “Taxing Wages” per il 2010. L’onere del fisco nel nostro Paese è aumentato dello 0,4% rispetto al 2009. Nella classifica dei Paesi dell’Ocse, aggiornata a fine 2010, l’Italia sale dal 6° al 5° posto per peso fiscale sui salari.

E non basta L’Italia resta in fondo alla classifica Ocse sui salari, anche se sale dal 23° al 22° posto superando la Grecia. Il salario netto medio di un single senza figli a carico in Italia è stato di 25.155 dollari nel 2010. La cifra è inferiore sia alla media Ocse (26.436 dollari), sia a quella dell’Ue a 15 (30.089). Il salario lordo è stato invece di 35.847 dollari, lievemente superiore alla media Ocse (35.576), ma inferiore a quella europea (42.755). In questa classifica l’Italia è al 19° posto.

Il rapporto Ocse mette in risalto che l’inasprimento del peso fiscale sulle retribuzioni l’anno scorso ha riguardato 22 Paesi sui 34 dell’organizzazione e che l’Europa che si conferma l’area dove il cuneo fiscale drena gli stipendi di oltre il 40% per i single e oltre il 30% per le famiglie con figli. Negli Stati Uniti il cuneo fiscale incide per il 29% sui single e per il 16,3% sulle famiglie con figli.

“Con la stessa pressione tributaria della Germania, gli italiani risparmierebbero 1.400 euro l’anno di tasse. In termini di gettito complessivo, sempre a parità di condizioni fiscali tra i due paesi, l’Erario italiano riceverebbe 82 miliardi in meno”. A fare questa dichiarazione, dopo aver letto i risultati presentati oggi dall’Ocse, è stato il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi.

“Se, come dimostrano i dati Ocse, i lavoratori dipendenti presentano un livello di tassazione non più sostenibile – conclude Bortolussi – le cose non vanno certo meglio per le imprese, anzi. Sempre secondo una nostra elaborazione su dati Ifc e World Bank, l’Italia presenta il record europeo di importo totale delle tasse sugli utili di impresa (68,6%). Le imprese tedesche, sempre per fare un confronto con il nostro Paese, registrano un carico fiscale del 48,2% sugli utili, vale a dire 20,4 punti in meno”.

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Ocse, salari bassi e sempre più tassati