Nuove tasse su sms o benzina per finanziare la riforma della Protezione civile

Due centesimi su ogni invio di sms o fino a 10 centesimi in più al litro per benzina e gasolio. La nuova protezione civile costerà cara agli italiani?

Stavolta non è la Protezione civile a intervenire nell’emergenza ma un’emergenza (finanziaria) che scatta per aiutare la Protezione civile. L’emergenza (o meglio, l’urgenza) è quella per la riforma della Protezione civile, prevista appunto con un decreto legge che sta per essere presentato dal Governo. Un testo di 11 articoli per dare al dipartimento – dopo le alterne e chiacchierate vicende degli ultimi anni – una nuova organizzazione e nuovi poteri. Che provoca però una nuova emergenza nelle tasche degli italiani: per finanziare la riforma, il decreto prevede un ulteriore aumento del prezzo della benzina o una tassa sugli sms.

In Italia, una Protezione civile efficiente, rapida e ben coordinata è essenziale. Per questo la  sua riorganizzazione è necessaria e impellente e può anche giustificare il ricorso a un provvedimento d’urgenza come il decreto legge. Ma come si finanzia? Il testo prevede due strade, non necessariamente alternative:

•  aumento delle imposte regionali sui carburanti “fino a un massimo di 5 centesimi per litro“. Ma anche il governo si riserva la possibilità di aumentare l’accisa su benzina e gasolio di altri 5 centesimi al litro al massimo;

•  una nuova tassa sugli sms inviati da “cellulare, computer o siti internet” per un massimo di 2 centesimi a invio. I gestori “provvedono al pagamento dell’imposta, con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti”.

Il nuovo assetto della Protezione civile

Il prelievo, destinato a scatenare le polemiche, dovrebbe servire a cambiare radicalmente l’operatività del dipartimento. Ecco le novità principali:

•  La gestione passa al ministero dell’Interno e sparisce l’apposito ministro per il Coordinamento delle attività di Protezione civile. Il Viminale “si avvale del dipartimento della Protezione civile” che però rimane sempre all’interno della Presidenza del Consiglio.

•  Cambiano le regole sullo “stato di emergenza” che potrà essere dichiarato non solo al verificarsi degli “eventi calamitosi” ma anche “nella loro imminenza“. La delibera spetta al presidente del Consiglio o, con sua delega, al ministro dell’Interno. Lo stato di emergenza non può durare più di 60 giorni, prorogabile al massimo a 100.

•  Le conseguenti ordinanze, cioè i provvedimenti di attuazione operativa degli interventi, saranno emanate dal capo della Protezione civile, su delega del premier, o dal ministro dell’Interno, “d’intesa con le Regioni territorialmente interessate”. Le ordinanze emanate entro 20 giorni dalla dichiarazione di emergenza sono “immediatamente efficaci”, quelle successive vanno “concertate” preventivamente con il ministero del Tesoro.

•  Nuove competenze in materia di incendi: il coordinamento della flotta aerea antincendio (tra cui i famosi Canadair), passa ai Vigili del Fuoco. (A.D.M.)

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