Mutui, via libera al tetto del 4%

Fissati i requisiti per avere accesso all'agevolazione. I benefici riguarderanno soprattutto quei finanziamenti che prevedono indicizzazioni differite nel tempo

 

Con la pubblicazione della cricolare dell’agenzia delle Entrate che fissa le modalità per la comunicazione alle banche degli intestatari dei finanziamenti che posseggono i requisiti per accedere all’agevolazione, si sta completando il percorso iniziato lo scorso novembre con il varo del decreto legge 185/2008 anti crisi.

Dunque nelle prossime settimane, gli istituti di credito potranno applicare quelle norme che fissano il limite massimo del 4% (spread compreso) sulle rate da versare durante il 2009 per i mutui a tasso varabile, stipulati prima del 31 ottobre 2008 per l’acquisito o la ristrutturazione dell’abitazione principale.

Chi ha diritto allo sconto riceverà un accredito direttamente sul conto corrente pari alla differenza tra rata originaria e rata calmierata con la stessa valuta del pagamento effettato. Il brusco ribasso dai tassi Euribor, che stanno toccando minimi storici, ha in gran parte depotenziato l’efficacia delle misure introdotte dal decreto anti crisi, che mantengono una certa utilità su quei finanziamenti che prevedono meccanismi di indicizzazione ritardati nel tempo.
Il tetto si applica ai mutui cartolarizzati, ai prodotti a rata costante (con tasso e durata variabile), a chi ha aderito alla convenzione Abi-governo (che fissava la rata sui livelli medi del 2006) e pure a chi è rimasto indietro nei pagamenti.

Ci sono ancora dubbi sui mutui a tasso misto (cioè quelli che prevedono la scelta fra fisso e variabile a scadenze prefissate). Teoricamente dovrebbero beneficiare dell’agevolazione, a meno che non ci sia in vigore l’opzione fisso per il 2009.
Un’altra questione aperta è l’applicabilità del beneficio ai mutui che al momento della stipula avevano tassi superiori al 4%. Il testo del decreto sembra indicare che anche per quest’ultimi è efficace un tetto oltre il quale interviene lo Stato, tetto rappresentato dal tasso pagato in corrispondenza della prima rata. Tuttavia non mancano coloro i quali propendono per l’ipotesi più restrittiva escludendo tali prestiti dall’applicazione dell’agevolazione. E’ auspicabile che sulla questione intervenga il ministro al fine di evitare che ciascuna banca possa adottare decisioni differenti.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Mutui, via libera al tetto del 4%