Misure post terremoto, lotteria di proposte

Dalla tassa ad hoc, al 5 per mille, allo scudo fiscale-bis. Tutte le idee per finanziare la ricostruzione. Gratta-e-vinci compreso


Dopo un disastro come quello abruzzese è inevitabile dare i numeri. Ora i numeri sono quelli (virtuali) dei miliardi che occorrono per la ricostruzione delle zone terremotate e il sostegno alla ripresa dell’area. Si parla di 8-10 miliardi di euro, non bruscolini. E per trovarli è partita la girandola delle idee. Che dovrebbe però fermarsi a giorni, quando al governo toccherà mettere nero su bianco un pacchetto di misure per reperire i fondi. Ecco le ipotesi che sembrano prendere corpo.

Scudo fiscale: sì, no, forse

La proposta è del ministro Tremonti: risvegliare il cosiddetto “scudo fiscale“, ovvero la possibilità di far rientrare i capitali nascosti all’estero, nei paradisi fiscali (550 miliardi stimati, di cui 300 soltanto in Svizzera) con una sorta di “protezione” dal fisco. Nella prima edizione del 2001 le somme che venivano allo scoperto erano tassate con un’aliquota del 2,5%, poi portata al 4%. Ora si è parlato, in prima battuta, di una tassazione del 10%, poi di nessuna tassazione ma del semplice obbligo di sottoscrivere dei buoni del Tesoro. Per ultimo (in ordine di tempo) è arrivato il rinvio di Berlusconi: lo scudo si farà ma non ora. C’è da ricordare che la precedente edizione aveva fruttato alle casse dello Stato molto meno del previsto.

Un 5 per mille contestato

Sempre di Tremonti è la proposta di destinare il 5 per mille dell’Irpef direttamente ai terremotati. In molti l’hanno definita una proposta demagogica perché toglierebbe ossigeno alla miriade di associazioni di volontariato, molte delle quali impegnate proprio nell’emergenza terremoto, e non porterebbe certo in quelle zone le cifre che servono.

Diverso (perché gli importi sono molto più alti) sarebbe l’impiego dell’8 per mille, tra le cui opzioni peraltro è già prevista quella per l’intervento in caso di “calamità naturali” da parte dello Stato. Ma – accusano alcuni – qui si entrerebbe “in concorrenza” con la Chiesa cattolica alla quale va già la maggior parte dei fondi.

Maggiorazione dell’Irpef

E’ apparsa anche l’ipotesi di un’imposta una tantum per il terremoto, ovvero un aumento dell’Irpef. Ma l’idea non sembra avere seguito, anche perché molto impopolare. In molti ricordano infatti che sul reddito delle persone fisiche pesano già le addizionali regionali e comunali.

La ricostruzione è una lotteria

Per fare cassa ci si affida anche ai giochi. Si sta pensando a una lotteria ad hoc per l’Abruzzo che possa incrementare le entrate di questo settore, già piuttosto consistenti (circa 7 miliardi di euro all’anno). Anche qui non ci sono, al momento, misure certe. Ma c’è da pensare che tra le varie ipotesi allo studio sarà proprio questa la più facilmente praticabile e, probabilmente, la più efficace. (A.D.M.)

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