Manovra, i tributi “nascosti”. L’Irap sulle assicurazioni aumenta del 50%

Il provvedimento economico dichiara di volere eliminare l'Irap ma nel frattempo la aumenta per banche e assicurazioni

Ora che il testo della manovra finanziaria è ufficiale, si accendono le polemiche e nelle pieghe degli articoli spuntano i tributi “nascosti”. Ad esempio l’aumento del ticket per le cause civili e tributarie o dell’imposta di bollo sui depositi titoli (che passa dai 34,20 ai 120 euro e nel 2013 arriverà addirittura a 380 euro per i depositi superiori ai 50mila).

Ma colpiscono in particolare le vicende dell’Irap, l’imposta che da tempo dev’essere abolita: nella stessa manovra c’è, nero su bianco, l’impegno del governo a una “graduale eliminazione“. Ma nel frattempo l’imposta aumenta. E’ infatti previsto da subito un incremento:

  più contenuto per le banche: si passa dall’aliquota standard del 3,9% al 4,65%, solo lo 0,75% in più;

  ma una vera e propria stangata per le compagnie di assicurazione: l’aliquota sale al 5,90%, 2 punti percentuali in più, un aumento del 51%.

                                                                 Che cos’è l’Irap
Irap sta per imposta regionale sulle attività produttive. E’ a carico delle imprese commerciali (sia le grandi società di capitali che le imprese individuali) e dei lavoratori autonomi titolari di partita Iva. Non la pagano quindi i “privati” (lavoratori dipendenti, cococo, pensionati).
Si calcola sul “valore della produzione” di beni e servizi, dal quale però non può essere dedotto il costo del personale
né gli oneri finanziari. Pertanto è una delle imposte considerate più inique. Per due motivi principali:
è l’unica imposta calcolata sul fatturato e non sull’utile di esercizio, cioè colpisce anche i costi e le perdite;
non è deducibile dalle imposte sui redditi (il che significa che si paga un’imposta su un’altra imposta).
Eppure l’Irap qualche merito ce l’ha: è stata introdotta nel 1997 per semplificare un prelievo molto più frammentario e confuso (ha sostituito 7 tributi, dalla tassa sulla salute all’Ilor e l’Iciap). E soprattutto ha una funzione fondamentale: col suo gettito si finanzia la maggior parte della spesa sanitaria italiana. Il che fa pensare che, nonostante i proclami, abolirla non sarà affatto facile.

Altri rincari in vista per le polizze?

Soprattutto per le assicurazioni l’aumento dell’Irap è una mazzata. L’Ania, l’associazione di categoria, stima un carico fiscale aggiuntivo di circa 100-120 milioni sulle tasche delle compagnie. Poiché l’imposta è calcolata anche sui costi aziendali – quello del lavoro, gli interessi passivi e gli utili – l’anno scorso avrebbe prodotto un gettito inferiore perché il settore ha chiuso i bilanci con un rosso complessivo di circa 700 milioni.

Ma ciò che tocca maggiormente i cittadini è l’alta probabilità (per non dire la certezza) che questi maggiori oneri fiscali verranno riversati sui premi da pagare. (A.D.M.)

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